Per 10 anni non sono mai stati versati a Inps o Inpdap i contributi di circa 60 dipendenti, riservando il regolare pagamento delle spettanze previdenziali soltanto ai consiglieri d’amministrazione. Tutto ciò procurando all’Istituto un buco in bilancio che si aggira intorno ai 7,7 milioni di euro. Dopo i rimborsi folli, le consulenze eterne, i servizi in proroga senza bandi e le assicurazioni a carico dell’ente, di cui Il Tempo sta relazionando in questi giorni, emergono nuovi particolari dall’indagine che Procura di Roma e Corte dei Conti del Lazio stanno portando avanti sulla gestione dell’Ipa (Istituto di Previdenza e Assistenza, al quale sono iscritti il 90% dei dipendenti di Roma Capitale). I magistrati contabili hanno contestato un danno erariale a 28 persone fra ex presidenti, direttori, consiglieri d’amministrazione, consulenti e revisori dei conti (in carica fra il 2002 e il 2012) per «comportamento doloso con vincolo di solidarietà», ipotizzando per ciascuno un danno erariale di circa 96mila euro a testa, per un totale di 2,7 milioni di euro. La cifra deriva dalla somma degli interessi e delle more che ora l’istituto si trova sul groppone, a cui però andrebbero sommati i circa 5 milioni di euro di arretrati che dovranno essere erogati per preservare le posizioni previdenziali dei dipendenti. Fra i destinatari della contestazione, gli ex presidenti Massimo Nardi e Enrico Fantauzzi, l’ex direttore Gildo Perfetti, l’ex capo dei Vigili Urbani, Giovanni Catanzaro, gli ex revisori dei conti Carlo Mazzola, Felice Mongelli e Simonetta Grimaccia e i sindacalisti Sandro Biserna (Uil Fpl), Maurizio Marozzi (Cisl Ama), Franco Moscia (Fiadel), Francesco Pellicano (Fiadel Ama, ex Cgil), Silvano Quintarelli e Chiara Valenti (Cisl Fp). Coinvolti nella vicenda anche 6 membri dell’attuale cda: il vicepresidente e sindacalista Cisl Fp, Paolo Invenenato, e i consiglieri Mario Capparelli (Cisl Fp), Massimo Cicco (Fiadel Ama), Paola Ferretti (Uil Fp), Giampiero Reali (Cisl Fit) e Luciana Persiani (Fiadel Fp, ex Cgil). Tutti coinvolti nella contestazione generale da parte della Corte per complessivi 9 milioni di euro di danno erariale. Tra loro, le 19 persone accusate di abuso d’ufficio e danno patrimoniale dalla magistratura penale. Nel dettaglio, si è trattato di «una condotta ultraventennale – scrive la Corte – di carattere omissivo rappresentata dall’assoluta assenza di atti e determinazioni in proposito». I magistrati parlando di «una consolidata omissione» e una «sostanziale complessiva inerzia», affermando che «né il cda, né il direttore, né il Collegio dei Revisori hanno mai posto alcuna osservazione»; anzi, «al contrario, hanno posto in essere una condotta ancor meno comprensibile procedendo con la citata differenziazione laddove ai consiglieri di amministrazione era invece garantita tale copertura». Addirittura «a dimostrazione della fondatezza dell’esposto si richiama la corrispondenza con l’Inpdap che, con diverse note, oltre a sollecitare l’adempimento per ciò che concerne il pregresso, quantifica la consistenza del dovuto». In sostanza: nonostante i solleciti da parte degli istituti previdenziali, non fu mai versato un euro. Un buco che ora, in qualche modo, dovrà essere necessariamente coperto. Come costante in questa inchiesta, coinvolti dai magistrati contabili anche i tre assessori capitolini delle giunte Veltroni, quindi Francesco Cioffarelli, Giovanni Hermanin e Lucio D’Ubaldo, e della giunta Alemanno, Enrico Cavallari, per «responsabilità sussidiaria per comportamento gravemente colposo», ovvero l’omesso controllo. Insomma il dossier segreto dell’Ipa si fa sempre più sconcertante. Proprio ieri avevamo sottolineato un’altra «abitudine» che ha caratterizzato per anni l’Istituto di Previdenza dei dipendenti comunali e cioè le consulenze «eterne» e i servizi in proroga, perfino ventennali, che hanno trasformato l’Ipa in una galina gallina dalle uovad’oro. (3 - continua)
Per l’Ipa buco in bilancio da 8 milioni Mai pagati i contributi di 60 dipendenti
Vincenzo BisbigliaPer 10 anni non sono mai stati versati a Inps o Inpdap i contributi di circa 60 dipendenti, riservando il regolare pagamento delle spettanze previdenziali soltanto ai consiglieri...
