Roma Capitale

I rifiuti aumentano e la discarica non c’è

Si tratta per mandare i camion alla Pontina Ambiente sull’Ardeatina

CIVITAVECCHIA Cassonetti pieni, immondizia sulle strade. Perché è impossibile chiedere ai cittadini di «differenziare» e di evitare di produrre e gettare rifiuti: basti pensare alla zona del mercato e agli esercizi commerciali e il quadro è fatto. Sacchetti di plastica che escono fuori dai cassonetti e abbandonati in strada. Una situazione a cui porre rimedio. Subito, prima che sia troppo tardi e che si parli davvero di emergenza. Dopo la diffida della Regione Lazio inviata ai gestori di discariche - Mad compresa per fosso Crepacuore - con cui si vieta di far conferire rifiuti indifferenziati non trattati, il Comune di Civitavecchia sta cercando una soluzione. Tolfa e Allumiere hanno risolto: conferiranno a Viterbo. Il sindaco di Tolfa Luigi Landi, appena ricevuta la nota della Hcs con la quale si informava dell’impossibilità di conferire presso la discarica di Civitavecchia, si è messo subito al lavoro per trovare un’alternativa. In tempo record si è trovata questa soluzione, anche per Allumiere, che consentirà la normale ripresa del servizio a partire da martedì, giorno di scadenza dell’ordinanza di divieto assoluto di conferimento dei rifiuti presso i cassonetti emanata venerdì dal primo cittadino. È vero che la mole di rifiuti è nettamente inferiore rispetto a Civitavecchia, che non è rimasta però a guardare. Esclusa la proroga della Regione Lazio si era pensato, in un primo momento, di conferire i rifiuti a Roma, in una struttura sulla Laurentina. Ma proprio la Capitale sta cercando in tutti i modi di disfarsi anche dei propri rifiuti scaricandoli altrove; difficile che ne accolga di altri. Tanto che venerdì, a quanto pare, diversi camion erano partiti da Civitavecchia con direzione Roma, per poi tornare indietro ancora carichi, trovando i cancelli chiusi. «Da lunedì la situazione sarà risolta», chiarisce il liquidatore di Città Pulita Svevo Valentinis. Ma come? A quanto pare i rifiuti indifferenziati, come soluzione temporanea, saranno trasferiti in un impianto di trattamento meccanico biologico, quello della Pontina Ambiente sull’Ardeatina. Saranno poi caricati di nuovo sui camion per tornare a Fosso Crepacuore. Non si conoscono al momento i costi dell’operazione. E bisogna capire come mai si sia perso così tanto tempo, arrivando alla chiusura della discarica. La circolare del ministero dell’Ambiente è datata agosto 2013. E, come spiegato dall’ex sindaco Pietro Tidei, il Comune convocò subito il titolare della Mad, che gestisce la discarica, per mettersi in regola. «Il progetto di pretrattamento dei rifiuti - sottolinea Tidei - è stato redatto e presentato alla Regione per la definitiva approvazione». Secondo Tidei la soluzione di portare i rifiuti talquale in una discarica autorizzata ricevendo in cambio rifiuto trattato da conferire a Civitavecchia consentirebbe un notevole risparmio per il Pincio, «in questi 5/6 mesi necessari alla realizzazione dell’impianto di trattamento. Soprattutto se si avvia tempestivamente la raccolta differenziata per la quale la Regione Lazio e la Provincia di Roma hanno provveduto ad accantonare la somma di due milioni di euro per il Comune di Civitavecchia, che rischia di perdere se non si interviene con urgenza».

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