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Roma Capitale

Centro Unesco: «Il cuore storico senza tutele a rischio manomissione»

«Il Club Unesco di Roma è stato recentemente messo a conoscenza che i siti Unesco del Lazio non sono tutelati dal Piano Territoriale Paesistico Regionale in quanto in base all'Art. 43 delle Normedel...

«Il Club Unesco di Roma è stato recentemente messo a conoscenza che i siti Unesco del Lazio non sono tutelati dal Piano Territoriale Paesistico Regionale in quanto in base all'Art. 43 delle Normedel Piano "Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle parti ricadenti negli insediamenti storici iscritti nella lista del Patrimonio dell’Unesco (Roma-centro storico, Tivoli- Villa d'Este e Villa Adriana, Necropoli etrusche di Tarquinia e Cerveteri) per i quali è prescritta la redazione del Piano generale di gestione per la tutela e la valorizzazione previsto dalla «Convenzione sulla protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale". L’Art. 43 riguarda le tutele paesaggistiche degli insediamenti urbani storici e territori contermini e obbligano naturalmente a richiedere per gli interventi edilizi l’autorizzazione paesaggistica. Queste tutele che valgono per tutti i centri storici dei comuni del Lazio non valgono per il Centro storico di Roma e per gli altri siti Unesco. Si è arrivati al paradosso che nel Lazio l’inclusione di un bene culturale nei siti Unesco è penalizzante in quanto lo priva di ogni tutela, salvo quella archeologica che non si applica ai centri storici nel loro complesso». Lo comunica il club Unesco di Roma. «Contrariamente a quanto vorrebbe far credere la citata norma, il Piano Generale di Gestione Unesco non tutela i siti Unesco in quanto il Piano di Gestione dovuto all’Unesco per ogni suo sito non prevede prescrizioni di tutela che mantiene ai poteri dei singoli Stati che hanno il dovere di emanarli per la salvaguardia del bene. Il Piano ha solo la definizione delle priorità d’intervento, le loro modalità attuative e le azioni per reperire risorse pubbliche e private come da legge nazionale (Art.3 comma 2 della Legge 20.02.2006, n.77) - prosegue la nota - L’Unesco ha la possibilità di esercitare un potere di controllo che può arrivare fino alla decisione di cancellare dalla sua lista il sito che ha visto distruggere i suoi valori culturali o naturali. Tra l’altro si rileva che il Piano di Gestione del Centro storico di Roma, ad oltre 20 anni dall’inserimento nei siti Unesco, non è stato ancora approvato dal Comune di Roma, che viene sollecitato a provvedere. Il Club Unesco con la presidente Carla Mazzuca, ha chiesto a Zingaretti di provvedere con urgenza, visti i rischi in atto di manomissione del Centro storico, a modificare la normativa del PTPR per far rientrare anche i siti Unesco nelle norme di tutela paesaggistica previste dallo stesso PTPR, e in prospettiva ha chiesto al ministro Massimo Bray, di inserire i Centri Storici e gli altri beni inseriti nella lista Unesco tra i beni tutelati per legge nel Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio».

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