Roma Capitale

Residence nei bagni della stazione

I pendolari: gli extracomunitari li hanno trasformati in dormitori

Cittadini extracomunitari occupano i bagni della stazione di Anzio Lavinio e li trasformano in mini appartamenti. Nonostante le segnalazioni ai dipendenti delle Ferrovie dello Stato, nessuno è intervenuto. La denuncia arriva da alcuni viaggiatori che hanno notato un gruppo di extracomunitari sostare proprio davanti ai servizi igienici. Così, locali pubblici che dovrebbero servire per i cittadini che viaggiano in treno, sono diventati locali privati ad uso esclusivo di chi ha deciso di appropiarsene illegalmente. Massimiliano Ronchetti, è uno dei ventimila pendolari della tratta Roma Nettuno. «La sera del 30 dicembre scorso mi sono avvicinato ai bagni e mi sono accorto che la porta d’ingresso era chiusa con un catenaccio costruito con un paio di chiodi e qualche fermo. Poco più avanti, uno stendi panni sul quale qualcuno aveva steso il bucato. Abbassando gli occhi, delle pentole accantonate da un lato. Anche un altro locale adiacente ai servizi - continua Massimiliano – è stato occupato abusivamente. Forse viene utilizzato come dormitorio». Massimiliano non è l’unico a denunciare la situazione di degrado che persiste nelle dodici stazioni della tratta Roma Nettuno, segnalata dal rapporto Legambiente "Pendolaria 2013" come una tra le peggiori d’Italia. «I disagi - spiega Rosalba Rizzuto, presidente del Comitato Pendolari Fr8° Carrozza - non riguardano solo i ritardi. Le stazioni della nostra tratta sono nel più completo e totale abbandono. Alla stazione di Padiglione, ad esempio, i servizi igienici sono sempre chiusi. Per usufruirne bisogna chiedere la chiave al capostazione e quando questi è assente, nessuno può utilizzarli. Nel più completo degrado sono anche le stazioni di Anzio Colonia dove i bagni non esistono proprio e Marechiaro. A Nettuno i marciapiedi sono divelti da anni. Spesso i display che annunciano gli orari dei treni sono rotti. I sottopassaggi e sovrapassaggi inesistenti o impraticabili. Non c’è controllo né pulizia». Le stazioni degradate diventano così dei luoghi in cui la criminalità locale trova terreno fertile per incrementare le entrate. Scippi, rapine, furti nelle auto e atti vandalici sono storia di tutti i giorni. «Le stazioni che fanno capo ad Anzio - continua Rosalba Rizzuto - dovrebbero essere controllate e gestite dal Comune di Anzio che ha sottoscritto un protocollo d’intesa con RFI (Rete Ferroviaria Italiana), la holding che si occupa delle infrastrutture delle reti ferroviarie. Da quando il protocollo è stato sottoscritto, la situazione è addirittura peggiorata. Il sindaco di Aprilia ha inviato una lettera ai sindaci ed al Presidente della Regione Lazio per chiedere un tavolo di confronto ed intervenire per migliorare la situazione».

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