Roma Capitale

Il Café de Paris occupato dai lavoratori

Il Cafè de Paris di via Veneto è stato occupato dai 22 lavoratori riuniti in assemblea permanente «a seguito del tentativo di consegna a mano di lettere di licenziamento da parte della società che...

Il Cafè de Paris di via Veneto è stato occupato dai 22 lavoratori riuniti in assemblea permanente «a seguito del tentativo di consegna a mano di lettere di licenziamento da parte della società che attualmente gestisce l'attività». Il Cafè de Paris, spiega la Cgil, «è un bene sotto sequestro i cui lavoratori sono stati ceduti, attraverso procedura di affitto di ramo d'azienda, dai custodi e amministratori giudiziari alla Lq-Le qualitè srl. Tutto ciò disattendendo completamente l'obbligo legislativo da parte del cedente e del cessionario di comunicare almeno 25 giorni prima alla rappresentanza sindacale aziendale e territoriale l'intenzione di procedere con tale atto e senza dare alcun riscontro alle ripetute richieste di incontro avanzate dalla Filcams Cgil». La Filcams, quindi, «ha dichiarato lo stato di agitazione di tutto il personale- precisa il sindacato - anche perché sono stati messi in atto demansionamenti e modifiche dei turni del personale acquisito che è stato sostituito da altri lavoratori di una cooperativa». I lavoratori poi segnalano numerose irregolarità gestionali, ai limiti della legalità (presenza di prodotti scaduti, irregolarità nel vendere acqua minerale, vini, alcolici e così via)». «L'elemento che ha fatto degenerare la situazione- spiega Valentina Italiano, segretaria della Filcams Cgil di Roma e del Lazio- è stato, il 29 luglio scorso, l'apertura di una procedura di licenziamento collettivo di tutto il personale del Cafè de Paris. Poi ora il tentativo di consegnare lettere di comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro. Abbiamo chiesto la convocazione delle realtà coinvolte nella vertenza da parte degli assessorati competenti del Comune di Roma. È necessario ricercare soluzioni per il mantenimento dei livelli occupazionali e per la tutela dell'immagine di un esercizio commerciale che, simbolo della Dolce Vita, rappresenta un pezzo di storia della nostra città.

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