Il Bilancio del sindaco Ignazio Marino e della sua sconsiderata maggioranza non sta in piedi. E per risollevare Roma, per consentire l’arrivo del Commissario prefettizio che salverebbe la Capitale e ne metterebbe in sicurezza i conti scongiurando il default, ieri è stato davvero un giorno decisivo. È il giorno in cui abbiamo effettivamente depositato il ricorso al Tar sul Bilancio capitolino, per denunciare una montagna di irregolarità alta come l’Everest. Tutto il centrodestra la pensa così, ed è stato unito. Abbiamo molte buone ragioni, e confidiamo rispettosamente nell’operato dei magistrati amministrativi. La maggioranza e il sindaco, intanto, fanno finta di nulla. Tirano dritto, attirandosi una valanga di critiche da tutta la città. Marino gioca con i suoi rimpasti, ma non ha capito che la strada è segnata: o arriva il commissario o sarà di fatto fagocitato dal Pd. Nei nostri confronti, in sei mesi, ha mostrato un livello di aggressività e di arroganza che non mi sarei aspettata. Io che dapprima ero considerata «colomba» sono stata costretta a cambiare approccio. Mi ha convinta il Concorsone. Aver visto distruggere o comunque mettere in discussione con tanto cinismo e dilettantismo il futuro di quei ragazzi meritevoli è come se avesse creato in me una sorta di impossibilità a proseguire ogni dialogo, ad avere fiducia in un sindaco che si comporta così. E se non si può avere fiducia, è chiaro che cessa ogni premessa di possibile intesa. In aula continuano le schermaglie su ordini del giorno ed emendamenti, come è normale che sia, tanto sappiamo tutti che questo bilancio lo deciderà il tribunale. Il clima tra maggioranza e opposizione è teso, anche se tra molti di noi un minimo di cortesia personale rimane. Del resto, non è una battaglia sulle singole persone, è una battaglia politica. Noi difendiamo il diritto dei consiglieri a potersi esprimere come da regolamento. Ostruzionismo? Sì, come del resto hanno in passato fatto ostruzionismo loro. Non sappiamo se anche i grillini faranno ricorso al Tar. Dicono di essere l’unica opposizione, quindi è chiaro che da loro ci sarebbe da aspettarselo. Staremo a vedere. Non giudicheremo, valuteremo gli atti di opposizione concreta, chi si oppone e chi fa finta. Dalla maggioranza ci aspettiamo il blitz da un momento all’altro. Credo sarà questione di ore, magari già nella notte. Del resto, irregolarità dopo irregolarità, è chiaro che non ci stupirebbe certo l’irregolarità finale. A noi di centrodestra nessuno potrà mai dire di non esserci opposti a questo sindaco con ogni metodo democraticamente consentito. E questo, francamente, mi fa stare serena non solo nella mia condizione di esponente politico, ma prima di tutto nella mia condizione di cittadina che ama Roma. In fondo anche per il centrosinistra liberarsi di Marino sarebbe un affare. Pochi mesi di commissariamento, conti rimessi definitivamente in sesto, forze politiche riorganizzate. Poi alle elezioni e vinca il migliore.
Presentato ricorso al Tar. Presto questo sindaco andrà a casa
di Sveva Belviso* Il Bilancio del sindaco Ignazio Marino e della sua sconsiderata maggioranza non sta in piedi. E per risollevare Roma, per consentire l’arrivo del Commissario prefettizio che...
