Arriva a tarda sera, fra gli applausi dei lavoratori asserragliati a piazza del Campidoglio, il nuovo e si spera risolutivo accordo sulla Metro C. Oggi il sindaco Ignazio Marino presenterà in giunta una delibera con la quale si spostano all’assessorato alla Mobilità tutte le competenze necessarie per la liquidazione dei 253 milioni di euro che il Campidoglio deve al Consorzio di imprese appaltatrici dell’opera, togliendole di fatto dall’assessorato al Bilancio. Una decisione che potrebbe lasciare il segno anche sull’assetto della Giunta. Dando per scontati l’approvazione della Giunta e l’avallo del Consorzio, entro pochissimi giorni dovrebbero arrivare materialmente i soldi nelle casse delle imprese e poi a cascata a imprese e lavoratori. «Vi assicuro che noi l’opera vogliamo completarla e faremo di tutto perché venga consegnata nei tempi stabiliti dal cronoprogramma», ha anche detto il sindaco alle parti sociali. I 253 milioni fanno riferimento all’atto attuativo dell’11 settembre scorso, chiuso dall’assessore Improta presso al Ministero delle Infrastrutture, e risultava essere tombale rispetto a tutti i contenziosi precedenti, dando di fatto il via libera ai fondi governativi sbloccati dalla delibera Cipe 127 del 2012. Soldi, questi, che servono al Consorzio per coprire l’esposizione con le banche, pagare le imprese affidatarie e quindi lo stipendio a circa 200 dipendenti, molti dei quali non percepiscono le mensilità da giugno. L’assessore Morgante, però, non ha mai voluto dare il via libera, nonostante le rassicurazioni del Dipartimento Mobilità. Ufficialmente, il timore era che eventuali interessamenti della Corte dei Conti potessero "danneggiare" Roma Capitale. Ora bisognerà capire se questo atto da parte del sindaco, indispensabile per smuovere la situazione, non creerà ulteriori problemi in giunta, dato che potrebbe essere letto come una sorta di «sfiducia» nei confronti dell’assessore Morgante. Anche se fonti interne al Campidoglio descriverebbero la titolare del Bilancio ìsollevata” dall’essersi scrollata di dosso questa incombenza. Staremo a vedere. La fumata bianca è arrivata dopo una trattativa a oltranza derivante dalle quasi 20 ore di sit-in in piazza del Campidoglio da parte di circa 300 lavoratori, il blocco del traffico nella mattinata a via dei Fori Imperiali e quello «flash» del pomeriggio di piazza Venezia. I segretari regionali Claudio Di Berardino (Cgil), Pierpaolo Bombardieri (Cisl) e Paolo Ricucci (Uil) ieri hanno occupato a tempo indeterminato la Sala del Carroccio del Campidoglio, chiedendo anche le dimissioni di uno fra l’assessore capitolino alla Mobilità, Guido Improta, e al Bilancio, Daniela Morgante. Fuori dal Campidoglio, intanto, i lavoratori hanno atteso fino a tarda notte e sotto la pioggia delle notizie positive. Una lunga giornata, iniziata intorno alle 8.30 in via dei Fori Imperiali, con le maestranze dei cantieri e gli impiegati del Consorzio uno a fianco all’altro nella protesta. Intorno alle 11, contro il parere dei sindacati, i lavoratori hanno occupato la strada, bloccando il traffico. Alle 13, al grido di «Marino staccace l’assegno», «Sei come Schettino» e «Buffone, buffone», le maestranze sono salite fino all’ombra del Marco Aurelio. Unica "pausa" alle 17 quando hanno bloccato per una mezz’ora il traffico a Piazza Venezia. Poi il lieto fine (si spera).
Fondi Metro C, li sbloccherà Improta
Fumata bianca nell’incontro con i sindacati. Marino toglie la competenza al Bilancio
