L’emergenza casa è entrata nell’agenda del Governo. Il ministro Lupi ha annunciato ampie aperture alle richieste che provengono da 360 gradi. Ma l’assedio continua. I Movimenti per il diritto all’abitare & Co. non smettono di mostrare i muscoli. Per fermare sfratti e pignoramenti. Da domenica la data annunciata è ufficiale, «il 31 ottobre» per l’assedio a Palazzo Chigi, che aveva mobilitato già per lunedì i 13 residence da 35 milioni l’anno, per l’assistenza alloggiativa provvisoria (che dura anche da 10 anni!) che il sindaco Marino vorrebbe liberare. Nella stessa mattinata di giovedì a palazzo Cornaro, (via della Stamperia, nei pressi di via del Tritone) a mezzogiorno si riunirà l’attesa conferenza Stato-Regioni-Comuni. Il messaggio, su locandina rossa, è comparso da due giorni (salvo ritocchi), sui siti dei Movimenti per la casa, accompagnato dalle solite promesse-minacce: «assediamo Palazzo Chigi durante la conferenza Stato Regioni sulla casa». Condite da un po’ di istigazioni all’odio, che non deve mancare mai perché la madre dei cretini è sempre incinta: «vendichiamoci di austerità e precarietà». L’appuntamento alle «ore 11, piazza Montecitorio». In realtà sono soddisfatti di come stanno andando le cose. «La mobilitazione dei movimenti contro le politiche dell’austerity e della precarietà - osserva Andrea Catarci, presidente dell’VIII Municipio (ex XI) - hanno portato ad un primo ed importante risultato: l’emergenza casa è entrata nell’agenda politica del governo nazionale e per i primi di novembre è previsto un decreto legge ad attuazione rapida per aumentare l’offerta di case popolari, incrementare le risorse dei fondi affitto e morosità incolpevole, sbloccare il social housing con garanzie statali al fondo dedicato». «Se all’annuncio seguiranno i fatti - conclude Catarci - può definirsi una buona notizia, ma la misura è ampiamente insufficiente a fermare il massacro sociale in corso». Di più. Il ministro Lupi, a margine di un incontro sul Terzo valico ieri ad Alessandria, replicando all’audizione alla Camera dell’Ance, ha osservato: «Dovremo migliorare assolutamente la questione della casa e il Ministero presenterà emendamenti sulla casa per recepire le osservazioni giuste e corrette che stanno arrivando dalle associazioni, dal Parlamento, eccetera, perché non ci siano contraddizioni». Ma i movimenti non smosciano la tensione. E incitano: «Ci riprendiamo tutto». Le grandi manovre sono continuate al Volturno occupato, ieri pomeriggio, uno dei quartier generali dei Movimenti. C’è da «organizzare» le nuove adunate: «l’appuntamento del 9 e del 10 novembre a Roma promosso dall’assemblea a Porta Pia del 20 novembre». E per tenere in allerta i poveracci si continua a rimarcare «la forte distanza tra le condizioni poste con la sollevazione e l’assedio del 19 ottobre e le posizioni espresse dal governo tramite il ministro». Tutto può cambiare. Anche all’ultimo minuto. Perché ai Movimenti, per mostrare i muscoli, bastano anche solo gli annunci. E i "disperati" senza un tetto, che vivano in residence, o in un’occupazione, devono essere pronti a recepire i cambi di piano. Devono esserci, se servono i numeri. E se non servono, fanno dietro front. Che guaio, per chi li controlla, un’eventuale «atomizzazione» fuori dai residence.
Okkupy non molla Giovedì l’assedio a Palazzo Chigi
Nuove aperture del Governo Ma la prova di forza continua