Circa 200 dipendenti dell'Atac iscritti al Pd questa mattina, rappresentati dal coordinatore Pd dell'atac Ruggero Piccolo, hanno consegnato questa mattina in campidoglio la loro tessera di partito al sindaco Ignazio Marino e al capogruppo del Pd in Campidoglio Francesco D'Ausilio, in polemica contro la riorganizzazione della macrostruttura dell'azienda capitolina del Trasporto pubblico locale. «Questa storia della macrostruttura - ha detto Piccolo al termine dell'incontro in Campidoglio - altro non è che il preludio al processo di acquisizione dell'Atac da parte di un'altra azienda: un'ipotesi che non possiamo accettare». Piccolo ha anche fatto sapere che, «il sindaco ci ha rassicurati che l'Atac resterà pubblica». Nonostante ciò, il gruppo di «dissidenti» è pronto a «riprendere la tessera di partito solo una volta che questa storia sarà finita», cioè quando realmente scomparirà ogni ipotesi di privatizzazione dell'Atac. Nel merito della privatizzazione delle aziende del Trasporto pubblico locale in Europa, Piccolo sottolinea come «a Londra, Capitale che ha già privatizzato l'azienda del Trasporto pubblico locale, il sindaco vuole fare causa al Governo perchè l'operazione ha comportato solo enormi costi e un peggioramento del servizio metropolitano». La protesta del gruppo dei «dissidenti» Pd dell'Atac (200 su un totale di circa 680 iscritti al Pd tra i dipendenti dell'azienda capitolina del Trasporto pubblico locale) non si fermerà alla riconsegna delle tessere del partito. «Siamo pronti a sciogliere il circolo Pd dell'Atac, se non riceveremo rassicurazioni convincenti contro la privatizzazione dell'azienda», minaccia Piccolo. Tra le altre azioni, il gruppo scriverà «una lettera al segretario del Pd Guglielmo Epifani - aggiunge Piccolo - per capire qual è la posizione del partito sulla vicenda Atac, dal momento che il destino di questa azienda ha una rilevanza nazionale non solo locale». Piccolo ha comunque tenuto a ribadire la sua «fiducia al sindaco Ignazio Marino, un sindaco in cui crediamo. Siamo fiduciosi - conclude - che voglia confermare la linea contro la privatizzazione dell'Atac che era stata alla base della campagna elettorale e che abbiamo sostenuto con forza». Il timore di una privatizzazione dell'Atac si sta facendo strada in un parte consistente del sindacato e del Pd. Il consigliere comunale Pierpaolo Pedetti ha chiesto che l'assemblea capitolina si esprima con un voto contro l'ipotesi di privatizzazione dell'azienda di trasporti. E tra i nomi più ricorrenti per rilevare Atac, come confermano ambienti del sindacato e alcuni parlamentari Pd, ci sarebbe Busitalia, l'azienda del Gruppo FS Italiane, già capofila dell'Ati che ha rilevato una parte consistente dell'azienda di trasporti a Firenze con il sindaco Matteo Renzi.
Temono privatizzazione Atac: 200 dipendenti riconsegnano tessera Pd
Protesta di un gruppo di dissidenti su un totale di 680 iscritti. Si dichiarano pronti a sciogliere il circolo Pd aziendale
