Roma Capitale

Stanze tuguri a costi folli Le bugie dei proprietari

Il viaggio Inserzioni fasulle su luogo e comfort E la pigione «cala» se si paga senza contratto

Vita da fuorisede, vita difficile. Arriva l'autunno e riparte la lotteria - anzi la lotta - che vede coinvolti migliaia di studenti fuorisede nella ricerca di un alloggio per il nuovo anno accademico. Annosa questione quella degli affitti per studenti: a Roma la ricerca di un alloggio è letteralmente una giungla piena di trappole: annunci-truffa, case fatiscenti, prezzi monstre, contratti illegali o in nero. Una ricerca del SUNIA rivela che Roma (con Milano) è la città più cara in Italia, con un aumento negli ultimi tre anni del 15% dei costi degli alloggi e una media di 500 euro per una camera. Di più: il 70% degli affitti viene pagato in nero per un giro d'affari di 2 miliardi di euro. In questi giorni abbiamo perciò vestito i panni di uno studente fuorisede alla ricerca di una sistemazione avventurandoci in prima persona dentro la perigliosa giungla degli affitti a Roma. Abbiamo quindi risposto a una ventina di annunci trovati nei dintorni de La Sapienza. Vediamo cosa è accaduto. AL TELEFONO Già dalle telefonate iniziano le brutte sorprese: nel chiedere l'indirizzo preciso in cui recarci per visionare la casa scopriamo come la maggior parte degli annunci mentano sulla reale posizione dell'alloggio. Così una camera «zona Tiburtina 10 min. Sapienza» è in realtà una camera raggiungibile dalla Città Universitaria utilizzando tre autobus; come un’altra da annuncio sita in «zona Nomentana adiacente Sapienza e Luiss», che troviamo invece in Via Valsugana, dunque non proprio «adiacente» -per usare un eufemismo. Nessuno dei proprietari, invece, accenna per telefono alla questione contratto. NELLE CASE - Una volta giunti sul posto le brutte sorprese si moltiplicano e così le menzogne degli annunci. Leggi «camera luminosa, wi-fi, condizionatore» e invece ti ritrovi a Piazza Crivelli in una stanzetta di 10 mq con una piccola finestra senza luce, una linea telefonica da rifare e un condizionatore precipitato a terra perché «i ragazzi che hanno appena lasciato la casa lo hanno rotto». Il prezzo? 400 euro a posto letto. Allo stesso modo un «ampio balcone» è in realtà un affaccio di un paio di mq occupati da una lavatrice; oppure può accadere che una «spaziosa camera arredata» in zona Conca d'Oro sia in verità una stanza di non più di 11 mq ammobiliata con arredi vecchi e precari alla modica cifra di 370 euro a posto letto. Ci ritroviamo poi a Piazza Bologna, area in cui gli affitti sono tra i più alti di Roma. «Strada privata, palazzo signorile» c'è scritto sull'annuncio e scopriamo che sì, la strada è privata e che sì, i palazzi sono signorili. Tranne quello in cui si trova la stanza proposta. Chiediamo allora al proprietario la ragione di una tale bugia: «Lo fanno tutti. E poi che v'importa, tanto la casa la vedete da dentro mica da fuori», risponde. Per vedere la casa "da dentro" avremmo dovuto sborsare 450 euro per la singola spese escluse, ovvio. Passiamo oltre. A Largo Preneste sono 420 euro per una singola di 8 mq (irregolare per gli standard minimi), in un appartamento già occupato da tre persone e devastato da un numero stupefacente di perdite d'acqua: bagno, cucina e corridoio. In una delle camere c'era uno scooter parcheggiato. I CONTRATTI - Un tabù, letteralmente. Nessuno dei proprietari da noi incontrati ha infatti affrontato di sua iniziativa l'argomento - tranne in un paio di occasioni. Nella quasi totalità dei casi siamo stati noi a toccare la questione contratto, segno che in proposito c'è una diffusa reticenza e omertà. Come a dire: il contratto è un dettaglio scomodo, quindi se ne parla solo se insisti tu. Inoltre nessuno dei locatari ci ha proposto il normale contratto 4+4 ma solo mini-contratti da un anno non registrati. In altri casi ci è stato esplicitamente chiesto di non stipulare alcun contratto per avere «più libertà per entarmbi» o per «risparmiare tutti e due». Qualcun altro ci ha persino proposto uno sconto nel caso in cui dal contratto fossimo passati al nero: «se evitiamo il contratto ci possiamo venire incontro per un prezzo minore» dice un locatario, ben sapendo di fare una di quelle offerte che non si possono rifiutare. Dal nostro viaggio nella «giungla affitti» si evince come nella maggioranza dei casi il costo sia sempre sproporzionato rispetto alla qualità dell'alloggio. In alcune occasioni questa sproporzione è talmente grande da trasformarsi da semplice disonestà in odiosa ingiustizia. La questione contratti, poi, aggrava il già preoccupante quadro: non basta vivere in una camera di 8 mq, devi anche viverci con il terrore di essere sfrattato e senza poter fare nulla per impedirlo. Un monito per chi parla di diritto allo studio: ricordate che non c'è alcun diritto allo studio se prima manca quello alla casa.

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