Roma Capitale

Cremonesi rilancia «Consiglieri dimettetevi»

Zingaretti incalza: preoccupato per la paralisi

Non ha nessuna intenzione di dimettersi Giancarlo Cremonesi, presidente della Camera di Commercio di Roma. Nonostante il documento, firmato da 20 consiglieri camerali, in cui gli si chiede di lasciare l’incarico prima della scadenza naturale del mandato, lui risponde "piccato" che «l’unica motivazione alla base del documento è nella smania di poltrone». E il riferimento all’attuale vicepresidente dell’Ente Lorenzo Tagliavanti è tutt’altro che velato, quando Cremonesi ricorda che «tutti i provvedimenti degli ultimi tre anni sono stati approvati all’unanimità dalla Giunta, della quale fanno parte due dei firmatari del documento, a cominciare dal vicepresidente che è corresponsabile di quanto deciso finora dalla Cciaa». Non solo. Secondo l’attuale Statuto della Camera il presidente non può essere sfiduciato in nessun caso, meno che mai se i consiglieri disposti a farlo, dimettendosi, sarebbero «soltanto» 20 e non 22, vale a dire la maggioranza dei due terzi (su un totale di 32). Per questo Cremonesi invita i firmatari «a procedere in tal senso», considerato che solo lo scioglimento del Consiglio obbligherebbe a nuove elezioni. Rimandate al mittente anche le pretese dei firmatari di rappresentare la maggioranza delle imprese quando, fa notare Cremonesi «il raggruppamento esclude Unindustria, Acer, Abi, Confcooperative e le organizzazioni agricole». Ma chi vuole Tagliavanti oggi alla guida della Camera non poteva fare altro che spostare la battaglia sul piano dell’instabilità dell’Ente e conseguente blocco della sua attività, in un momento di profonda crisi per le imprese. Il messaggio è alla politica, dopo la certezza che Unindustria, con Stirpe presidente, non avrebbe mai dato seguito alla «staffetta» e aperto le porte a quel cambio ai vertici promesso dall’ex leader Aurelio Regina due anni e mezzo fa. E infatti, ancora prima del comunicato ufficiale di Cremonesi, a parlare è stato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che si è detto «preoccupato per il rischio paralisi della Camera di Commercio che sarebbe molto dannosa per il sistema economico del nostro territorio». Parole che suonano come un avvertimento per l’attuale presidente della Camera. Persone a lui molto vicine, tuttavia, lo descrivono tutt’altro che preoccupato. Continua a non voler commentare in alcun modo la vicenda Tagliavanti, che si dice comunque sereno anche lui, probabilmente forte del fatto di non aver mai impedito all’Ente di lavorare in questi anni e dell’appoggio della politica che a questo punto, difficilmente, resterà a guardare.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.