Roma Capitale

Ostia mordi e fuggi, Sabaudia va sul sicuro

Presenze in calo: negli stabilimenti balneari del litorale i primi parziali bilanci sono di segno negativo

Manca oltre un mese alla chiusura della stagione estiva, ma negli stabilimenti balneari del litorale i primi, parziali bilanci sono di segno negativo. Le presenze risultano in calo un po’ dappertutto, e anche i consumi riguardanti la ristorazione sono diminuiti sensibilmente. E se nella più «popolare» Ostia gli operatori lamentano la mancanza di un turismo stagionale e la presenza soprattutto di vacanzieri «mordi e fuggi» con tanto di colazione al seguito, nella più esclusiva Sabaudia la situazione sembra essere diametralmente opposta, con gli abbonamenti stagionali che tengono e gli ingressi giornalieri che calano. «Maggio e giugno, soprattutto a causa del maltempo, sono stati mesi che non esito a definire neri; a luglio abbiamo registrato una sensibile ripresa, ma è innegabile che tutto il settore sia in sofferenza», spiega Fabrizio Fumagalli, titolare dello stabilimento «Med» di Ostia e presidente regionale del Sib (Sindacato Italiano Balneari). «Per quel che ci riguarda, il calo maggiore si è registrato nei rapporti stagionali: i clienti tendono a preferire gli ingressi giornalieri, evitando vincoli. Questo dato si unisce poi alla drastica riduzione dei consumi presso bar e ristoranti degli stabilimenti: un servizio considerato, da molte famiglie travolte dalla crisi, non indispensabile e sostituibile con cibi e bevande portati da casa. «Da diversi anni Ostia registra sempre meno presenze perchè ha perso appeal, non è più ritenuta una meta turistica attraente, e le cause sono la mancanza di un lungomare protetto dal traffico auto e l'assenza di infrastrutture». Anche a Sabaudia le prime stime, per gli stabilimenti balneari, sembrano tutt'altro che positive: netto calo delle presenze e consumi per la ristorazione in picchiata. «Qui gli abbonamenti stagionali tengono, ma c'è stata una forte diminuzione degli ingressi giornalieri», spiega il titolare dello stabilimento «Dove inizia il mare», Mario Gangi.

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