Roma Capitale

«Ho saputo dalla tv che ero diventato cieco»

Altri interventi nelle sale chiuse venerdì. In «fuga» i pazienti già operati: faremo i controlli altrove

«Ha scoperto quello che gli stava succedendo su internet, leggendo i giornali con l’occhio buono, ha trovato punti in comune così ha chiesto alle infermiere se parlavano di lui, e gli hanno risposto sì». La moglie di uno dei due 61enni che hanno contratto una grave infezione dopo una banale operazione nelle sale operatorie di Oculistica del San Giovanni giudica questa storia «assurda, pazzesca, anche il modo in cui lo siamo venuti a sapere». Ieri pomeriggio ha fatto visita al marito ancora ricoverato nel presidio Ospedale Britannico: «E’ stato operato lunedì di cataratta - racconta, scossa, e ancora incredula - sembrava fosse andato tutto bene, invece poco dopo i medici ci hanno detto che c’era stata una piccola complicazione, e che dovevano sottoporlo a un altro intervento, un secondo lavaggio, sembrava una cosa da nulla». Poi la notizia trapela: «Io lo sono venuta a sapere dal mio medico di famiglia - spiega la donna - che dopo aver visto la tv mi ha chiamata, abbiamo capito che si trattava di mio marito ma non volevo dirgli nulla, poi invece è stato lui stesso, la sera, a leggere la notizia su internet». Pazienti di 61 anni, cataratta, complicazione, San Giovanni, molti dettagli coincidevano: «Così ha chiesto alle infermiere se si trattava di lui, e lì hanno ammesso». «Ha avuto molta paura anche se oggi l’ho visto più calmo - continua - ci hanno detto che lunedì (domani, ndr) lo dimetteranno, che starebbe reagendo bene alle cure». Sulle responsabilità di tutto questo? «Vedremo, non è questo il momento di parlare di cause e tribunali, per ora l’importante è solo la salute, è agente di commercio, la vista è tutto anche per il lavoro». I due casi stanno creando un putiferio anche tra i pazienti operati, che stanno bene. Prima della sospensione degli interventi di oculistica, venerdì, altri interventi sono stati eseguiti nelle camere operatorie dove sono stati operati i due sessantenni infettati. La paura fa novanta anche tra i pazienti operati nei mesi scorsi, in particolari fra quelli che hanno subito interventi importanti, che necessitano di controlli frequenti. Stanno cercando di recarsi in altre strutture per le visite di routine per paura di contrarre infezioni. «Sto cercando di capire dove andare, devono dare garanzie altrimenti al San Giovanni non ci torno» racconta un cinquantenne, che all’inizio della primaversa è stato sottoposto a un trapianto di cornea e chiede la tutela della privacy. «Faccio i controlli al primo piano, vicino alle camere operatorie, non me la sento di andare a visita e rischiare un’infezione, oltretutto i medici ogni volta mi raccomandano massima attenzione, non vorrei contagiarmi in ospedale». Il suo intervento è andato benissimo. «Sono stato operato dalla Fondazione Bietti - continua - non ho avuto complicazionni - precisa - ma credo che già quest’inverno ci siano stati dei problemi perché il mio intervento, che era ritenuto urgente, è stato comunque fatto solo a marzo, prima non si poteva fare perché le sale operatorie erano state chiuse per un certo periodo. Allora non mi sono chiesto il perché. Solo ora capisco quale potrebbe essere stato il motivo». Fra gli addetti ai lavori, nell’azienda ospedaliera si parli di altri 6 casi simili. Ci sarebbe anche un dipendente del San Giovanni, operato di cataratta, alle prese con ripetute ostinate infezioni all’occhio operato. Ieri, però, il direttore generale del San Giovanni Addolorata, Gian Luigi Bracciale, si è limitato a dire che «si è attivato per verificare» la questione.

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