Roma Capitale

I bimbi di Chernobyl «sfrattati» dalla scuola

Firmato anche quest’anno l’accordo con la Bielorussia, approvato dalla Prefettura e dal Consolato il progetto di ospitare i bambini di Chernobyl nella Capitale. Volontari chiamati, spiagge lidensi...

Firmato anche quest’anno l’accordo con la Bielorussia, approvato dalla Prefettura e dal Consolato il progetto di ospitare i bambini di Chernobyl nella Capitale. Volontari chiamati, spiagge lidensi pronte a regalar loro salutari giornate al mare, siti incantevoli in Abruzzo a loro disposizione per una gita fuori porta e un pullman offerto dalla Cotral per facilitare gli spostamenti dei piccoli. Peccato che, arrivati a Roma grazie all’associazione Centro di Ecologia Umana che da dieci anni organizza questi spostamenti, i piccoli e le loro due accompagnatrici si siano ritrovati senza un posto dove dormire. «Sfrattati» da una delibera comunale vecchia di 35 anni. A raccontarlo, ieri mattina all’ospedale Grassi, Genesio Pino presidente del CEU. Lui, insieme alla moglie e a venti volontari tra i quali molti giovanissimi, dal 2003 realizza il sogno di un gruppo di minorenni bielorussi - quest’anno sono 14 - di trascorrere un mese spensierato nella Capitale. Un’iniziativa tutta a spese del centro che Pino dirige e che ha il solo scopo di fare del bene. Al nosocomio lidense, che mette a disposizione il personale e le attrezzature per le visite e i controlli effettuati regolarmente a tutti i bambini, ha spiegato un disagio paradossale e assurdo che di fatto ha reso difficile e problematico il decimo soggiorno di questi piccoli ospiti con i sorrisi enormi e gli occhi profondi di chi ne ha viste troppe. «Per anni abbiamo fatto dormire i bambini nella scuola in via delle Costellazioni, al Torrino - spiega il presidente del CEU -Poco prima di un mese fa ci è stato detto dall’allora assessore Gianluigi De Palo che in base ad una delibera comunale del 1977 è vietata la permanenza nell’istituto durante le ore notturne. Il risultato? Ci siamo trovati senza una struttura che li ospitasse. Ora alloggiano alla buona presso le nostre famiglie ma il permesso di farli dormire nella scuola, dove loro hanno la base di appoggio, non ci è stato dato, come non ci è stata concessa la disponibilità di un casale che apparteneva al Consorzio Torrino e che è abbandonato da anni. Neanche i letti che avevamo chiesto alla Protezione Civile ci sono stati dati». Dall’ospedale di Ostia è stata già inoltrata la richiesta all’Asl Roma D di ottenere un ecografo per gli screening sui ragazzi di Chernobyl due volte all’anno, gratuitamente. Dal direttore dellaAsl, Alessandro Cipolla, presente all’incontro insieme al presidente Assobalneari Renato Papagni che sta ospitando i piccoli a«Le Dune», l’impegno a fare il possibile è stato preso.

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