Ultime ore per la sfida Capitale. Una sfida tutta politica. Ovvero economica. Al di là delle singole ricette per trasporti, rifiuti, emergenza casa, il sindaco della Capitale, chiunque vinca le elezioni, ha un primo inderogabile dovere: rimettere in moto l’economia cittadina. Senza linfa infatti ogni progetto, ogni idea o sogno per una città migliore è destinato a fallire. La crisi economica di questi ultimi anni ne è la dimostrazione concreta. Grandi opere, interventi infrastrutturali su mobilità o urbanistica, cadono nel vuoto se non si può contare su un ciclo economico saldo e garantito dai trasferimenti statali. Avere dunque un modello di sviluppo economico segna la vera differenza tra un candidato e un altro. Per questo tutte le categorie, da Unindustria all’Acer, passando per la Cna hanno chiesto ai candidati impegni precisi e una visione di ampio respiro. A confronto i quattro maggiori, Gianni Alemanno per il centrodestra, Ignazio Marino per il centrosinistra, Marcello De Vito per il Movimento 5 Stelle, Alfio Marchini per la lista civica. Tutti concordano su una improcastinabile diminuzione della pressione fiscale, che vede nel cittadino romano il più "tartassato" d’Italia. Per Alemanno, la condizione essenziale per un modello economico efficiente è l’equilibrio di bilancio. Tenere i conti in ordine significa poter affrontare investimenti certi. Per quanto riguarda invece misure immediate per dare sollievo all’economia cittadina, il sindaco uscente intende seguire la strada intrapresa «per restituire fiducia alle famiglie e alle imprese - spiega - come la chiusura del rapporto con Equitalia e l’abolizione dell’Imu sulla prima casa per le famiglie a basso reddito. Operazioni già fatte ma sulle quali occorrerà proseguire, rafforzandole, anche grazie al quoziente familiare che abbiamo introdotto. Occorre poi rilanciare investimenti in grado di produrre nuova occupazione, con le delibere ferme a causa dell’opposizione e che saremo in grado di sbloccare subito potremmo realizzare 60mila posti di lavoro». Ignazio Marino propone un modello nuovo che punti al sostegno del sistema produttivo locale, «partendo dalla riduzione dei tempi del pagamento dei fornitori e dando supporto attivo alle imprese anche con la ricerca di spazi produttivi e direzionali». Per il lavoro giovanile poi, Marino ha proposto un bonus di 500 euro al mese per 10mila giovani impegnati nella formazione o nel tirocinio. L’imprenditore Marchini punta sul concetto di "smart city", «Roma ha bisogno in ogni settore di una diffusa opera di manutenzione straordinaria che metterà in moto, insieme a una diminuzione della pressione fiscale, l’economia dando immediati benefici all nostre piccole e medie imprese». Punta tutto sul turismo De Vito: «Per una città che può e deve vivere di turismo e cultura, si deve istituire un assessorato ad hoc, così come utilizzare una parte della tassa di soggiorno per marketing e comunicazione». Per dare ossigeno al commercio, poi, il candidato grillino propone una moratoria sui nuovi centri commerciali e la regolazione dell’orario, «i negozi chiudono per due ragioni, una dall’alto e una del basso: i centri commerciali e l’abusivismo commerciale. Questi centri commerciali fanno una concorrenza sleale al piccoli commercianti perché sono aperti anche di domenica». Ed è il turismo il settore, come indicato dal grillino, sul quale i candidati puntano per un rilancio a medio lungo termine dell’economia. Alemanno, che ha già introdotto la tassa di soggiorno, può contare sul secondo polo turistico e sul riconoscimento di Roma come distretto turistico, avvenuto pochi giorni fa da parte del governo. Questo consentirà di snellire le procedure per la creazione di quei sistemi alternativi di turismo, dal ludico al congressuale, in grado di sbloccare miliardi di euro di investimenti. Tra i punti principali del programma di Marino, il biglietto unico per i musei comunali e statali e la pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali oltre a una vitale «collaborazione piena il Mibac, perché le competenze comunali, demaniali e dello Stato devono lavorare mano nella mano e non separatamente. E una fruttuosa collaborazione ci sarà anche con la Regione dove crediamo che su tanti temi bisogna decidere insieme e snellire tutte le procedure». Per Marchini, è fondamentale «promuovere l’attività congressuale che si pianifica di quattro anni in quattro anni, dobbiamo fortemente spingere affinché tutti gli investimenti mondiali arrivino a Roma per cultura e congressi. Non occorre tanto spingere sul tempo che passano a Roma, ma sulla quantità di turisti da far venire e sulla qualità di spesa che hanno mentre sono qui». Economia politica, o politica economica domani sotto esame degli elettori.
Fisco, lavoro, turismo Priorità Capitale
Alemanno, Marino, Marchini e De Vito Le ricette per il rilancio dell’economia
