Roma Capitale

Inchiesta filobus, Mancini resta in carcere

Il tribunale del Riesame ha respinto l’istanza presentata dagli avvocati dell’ex ad dell’Ente Eur, Riccardo Mancini Riformulati il reato: da concussione e corruzione a estorsione

Roma - Resta in carcere l'ex ad di Ente Eur Spa, Riccardo Mancini, arrestato il 25 marzo nell'ambito dell'inchiesta sulla maxi tangente di 800 mila euro pagata per la fornitura di 45 filobus al Comune di Roma da parte della ditta Breda Menarinibus. Il tribunale del riesame di Roma, respingendo l'istanza di scarcerazione degli avvocati Paolo Dell'Anno e Luciano Moneta Caglio, ha anche riformulato i reati contestati a Mancini in tentata estorsione ed estorsione. Si tratta dei due reati che erano stati già sollecitati nella richiesta d'arresto da parte del pm Paolo Ielo, ma il gip aveva invece disposto il carcere per concussione e corruzione La riformulazione del reato è stata motivata col fatto che Riccardo Mancini non è più considerato pubblico ufficiale.

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