Roma Capitale

«Indignati» a processo per gli scontri a San Giovanni

In 18 sono stati rinviati a giudizio per gli incidenti avvenuti il 15 ottobre del 2011 Le accuse: resistenza aggravata a pubblico ufficiale, devastazione, lesioni aggravate incendio doloso, turbativa dell’ordine pubblico e danneggiamenti

Rinvio a giudizio e processo il 27 giugno prossimo davanti alla nona sezione penale del Tribunale per 18 persone, che parteciparono il 15 ottobre del 2011 agli incidenti accaduti a Roma, in occasione della «Giornata dell’Indignazione». Lo ha deciso il gup Antonella Minunni che ha anche mandato prosciolti altri sette manifestanti. A sollecitare il rinvio a giudizio era stato il pubblico ministero Francesco Minisci. Nel procedimento sono presenti come parti civili il ministero dell’Interno, quello dell’Economia, quello della Difesa nonché Roma Capitale, l’Atac, l’Ama, diversi agenti di pubblica sicurezza e anche un carabiniere che rischiò di morire durante gli scontri. Resistenza aggravata a pubblico ufficiale, devastazione, lesioni aggravate, incendio doloso, turbativa dell’ordine pubblico, danneggiamenti, interruzione di pubblici servizi sono le accuse contestate ai 18 imputati. Gli scontri per le strade della Capitale sono durati circa cinque ore con il ferimento di numerose persone. Le azioni dei cosiddetti Black bloc hanno danneggiato le vetrine di negozi e istituti di credito lungo via Cavour, via Merulana e piazza San Giovanni. Proprio in pazza San Giovanni è nata una battaglia con le forze dell’ordine con lancio di sampietrini e spranghe e l’incendio di una camionetta dei carabinieri. Tra i diciotto ragazzi rinviati a giudizio ci sono giovani provenienti da diverse città italiane, fra le quali Catania, Siracusa, Brindisi, Napoli e Bari.

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