Loha deciso il sindaco Alemanno, firmando un'ordinanza lampo anti-Pvc e lasciando di stucco d'un colpo gli esercenti e il presidente del Primo Municipio Orlando Corsetti. Quelli che in questi giorni di pioggia non sanno proprio come tenere all'asciutto i clienti che vogliono consumare all'aperto, lui che con il personale contato negli uffici del primo Municipio non sa proprio più come difendersi dall'accusa di non rendere applicabili le direttive del Campidoglio. Ai commercianti del centro storico non restano che le stufe, inutili senza una copertura che non faccia disperdere il calore. Stufe a piramide e non più a fungo, è bene ricordare. Perché quel tipo di calorifero è stato bandito a dicembre da un'altra direttiva capitolina a firma dell'assessore al Commercio Davide Bordoni, che cita, testualmente: «Dovranno essere progressivamente sostituite dagli esercenti» con quelle a piramide. Nella stessa direttiva si parlava in realtà anche delle coperture in pvc. Si diceva che «non sarebbero state più autorizzate nel caso di nuove occupazioni di suolo pubblico», mentre quelle esistenti venivano di fatto bonariamente tollerate. Fino a ieri, almeno, quando il primo cittadino, spiazzando lo stesso Bordoni, gli avrebbe chiesto in tarda serata di controfirmare il nuovo regolamento. Un colpo di mano, insomma, con cui Alemanno ha sancito la fine dei tendoni: dovranno essere tolti subito pena, proprio come accade per i locali che hanno tavolini e sedie all'aperto senza autorizzazione, la chiusura per almeno cinque giorni. Quest'integrazione dell'ordinanza su tavolino selvaggio è arrivata nell'ufficio del presidente del I Municipio assieme ad una lettera del primo cittadino che sollecita il minisindaco a far chiudere i locali. Come a dire, sottinteso, «ora non hai più scuse». Pronta la risposta di Corsetti: «Le persone a nostra disposizione incaricate di elaborare i verbali, come più volte segnalato al sindaco Alemanno, sono sempre le stesse: tre. Per questo motivo devo ogni volta ricordargli che deve darci più risorse per combattere l'abusivismo, se vuole ottenere risultati». E i numeri darebbero ragione al minisindaco: sono infatti solo sei i locali che potrebbero chiudere entro una settimana, contro i 150 esercizi di somministrazione ben noti a Municipio, vigili urbani e Campidoglio, già multati due volte "per tavolino selvaggio" e quindi passibili di provvedimento di chiusura immediata (peraltro questi sei multati non fanno parte dei 150 abusivi). «Il lavoro dei miei uffici - continua Corsetti - si complicherà con questa nuova ordinanza e il rischio è che si procederà a rilento per applicare entrambe le direttive». Continua insomma il braccio di ferro tra il Campidoglio e il I Municipio, che ora affonda il coltello nella piaga. «Ma come - si chiede ironicamente Corsetti - il sindaco ha avuto un anno di tempo per dare una risposta agli imprenditori sul tema degli arredi esterni e adesso questi si ritrovano senza tendoni e con un'occupazione regolare inutilizzabile» dopo che la Sovrintendenza aveva finalmento dato l'ok all'utilizzo di caloriferi a forma di piramide. Lo stesso Campidoglio, va ricordato, proprio sulla questione delle coperture in Pvc aveva in un primo momento fatto da mediatore tra le associazioni di categorie e la Soprintendenza, fallendo nell'impresa. Poi, con la direttiva Bordoni, aveva trovato una soluzione alla querelle sulle stufe invitando gli esercenti a sostituire pian piano i vecchi caloriferi a fungo con quelli a piramide chiudendo un occhio sulle coperture in Pvc. Ora, improvvisamente, il Comune cambia ancora le carte in tavola. E Corsetti? Collaborerà? Oppure la mancanza di personale continuerà ad essere un'ottima scusa per rispondere picche al primo cittadino? Di chi sarà la responsabilità per eventuali mancate chiusure dei locali abusivi?
Alemanno-Corsetti
Sfida sotto il tendone Il sindaco prima tollera poi dice no al pvc Il Municipio: divieti impossibili, uffici in tilt