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Donne da record e territorio In Parlamento il modello Lazio

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Il 90% dei candidati è quello delle primarie del 30 dicembre

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Perchénelle liste regionali del Partito democratico, dietro ai capofila Pier Luigi Bersani, Donatella Ferranti e Piero Grasso c'è tanto, ma davvero tanto, territorio. A partire dal numero due nel collegio Lazio 1, Enrico Gasbarra, segretario regionale del partito che rappresenta una sorta di «capolista ombra» dietro al segretario nazionale Bersani, fortemente voluto alla testa della compagine laziale proprio da Gasbarra. Il 90% dei candidati inseriti in posizione eleggibile ha partecipato e vinto le primarie dello scorso 30 dicembre. Un record nazionale. Così come il numero delle donne che verranno elette - ben diciotto - rappresenta un numero mai visto nel Lazio. Le liste che correranno per le regionali ricalcheranno lo stesso criterio. Su questo Gasbarra è stato chiarissimo e il mandato di cui l'ha investito la Direzione regionale del resto parla chiaro. Ma chi saranno gli esponenti laziali del Pd che entreranno in Parlamento dopo le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio? Tantissimi sono ex Ds, quadri intermedi del partito romano provenienti dalle primarie. L'«apparato» per intenderci. Micaela Campana, responsabile organizzativo del Pd Roma, e il segretario romano Marco Miccoli, tanto per citarne due. Ma ci sono anche Marietta Tidei - figlia del sindaco di Civitavecchia prima classificata alle primarie in provincia di Roma - Umberto Marroni, capogruppo in Assemblea Capitolina, Marta Leonori, presidente dell'Assemblea regionale di area Marino, come l'uscente Michele Meta. Ci sono poi tre renziani - l'ex ministro Paolo Gentiloni, Roberto Giachetti e Lorenza Bonaccorsi - e tante vecchie conoscenze della politica romana: il veltroniano Roberto Morassut, Marianna Madia (capolista cinque anni fa), Ileana Argentin, Renzo Carella, Maria Coscia. Un solo consigliere regionale uscente candidato a Lazio 1: è Marco Di Stefano, penultimo degli eletti davanti a Emiliano Minnucci in caso di vittoria del centrosinistra. Ci sono poi i «giovani turchi» Stefano Fassina (terzo) e Matteo Orfini (decimo) Anche a Lazio 2 il territorio è degnamente rappresentato. Al numero due c'è l'ex ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni, seguono l'ex segretario regionale Mazzoli e l'ex presidente della Provincia di Rieti Melilli. Seguono Sesa Amici, Piero Martino (ex portavoce di Franceschini e deputato uscente inserito nel listino) e Terrosi. Al Snato tiene banco invece il caso Ignazio Marino. Il senatore, già capolista in Piemonte al Senato, ha chiesto e ottenuto di essere messo in lista anche nel Lazio. Una decisione che ha trovato il plauso del candidato governatore Nicola Zingaretti. Qualcuno maligna che dietro tale pretesa ci sia la voglia di correre per il Campidoglio. Marino però frena. «Non è una decisione di oggi ma quando ci sarà dovrà passare necessariamente attraverso le primarie - spiega - Non accetterò né per me né per gli altri una corsa senza le primarie. Sono rimasto molto sorpreso dalle persone che qui (al San Filippo Neri ndr) mi hanno gridato "sindaco, sindaco". Non credo che a qualcuno possa dispiacere un'acclamazione pubblica ma in questo momento il mio impegno principale è in Parlamento, è sulla sanità regionale. Per questo ho insistito molto per avere la candidatura nel Lazio. Non credo che in questo momento si sia aperta la corsa per il Campidoglio, sarà una decisione del Pd». A ribadire che per scegliere il candidato sindaco si dovrà passare necessariamente dalle primarie è Marroni, che vuole esserci nonostante il regolamento del partito impedisca a chi ha partecipato alle primarie per il Parlamento di correre ad altre elezioni per i sei mesi successivi. Al Senato, dietro a Luigi Zanda e Annamaria Parente, correranno tanti consiglieri regionali uscenti che hanno vinto le primarie: Francesco Scalia, Claudio Moscardelli, Bruno Astorre, Carlo Lucherini e Daniela Valentini. Un seggio a Palazzo Madama lo avranno anche Ugo Sposetti, Monica Cirinnà (consorte del capogruppo Pd alla Pisana Esterino Montino), Maria Spillabotte, Walter Tocci, Raffaele Ranucci, Pina Maturani e Ivana Della Portella.

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