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Maggioranza diserta l'aula sulla legge per il cinema

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Stavoltamentre si discuteva la legge sul cinema. E la seduta di Consiglio regionale è stata sospesa. Una prima volta alle 16. Poi alle 17, quando il presidente del Consiglio ha riaperto i lavori per annunciare all'Aula che la seduta si aggiornerà al prossimo 14 marzo, alle 11.30, con una probabile prosecuzione il 15. «Anche sulla legge per il cinema la maggioranza va in frantumi. Dopo l'ennesima seduta del consiglio regionale rinviata per le assenze sui banchi della maggioranza - dice il capogruppo dell'Italia dei valori alla Pisana, Vincenzo Mariuccio -, la giornata si conclude con una surreale seduta della commissione Bilancio: prima accerta quanto diciamo da tempo, e cioè che la legge è senza copertura finanziaria, per poi chiudersi per abbandono di alcuni commissari di maggioranza. Mentre i problemi della Regione continuano ad essere senza risposta, rilanciamo ancora una volta la domanda: esiste ancora una maggioranza?». Rincara la dose il consigliere Pd alla Regione, Enzo Foschi: «Anche oggi (ieri, ndr) non si è riusciti ad approvare la legge sull'audiovisivo: una maggioranza sempre più zoppicante e sfilacciata non ha garantito il numero legale in aula. Per girare il Kolossal Ben Hur ci volle circa un anno, era il 1959. Ci auguriamo che il centrodestra e le sue "comparse" riusciranno a fare meglio nell'anno 2012 per una semplice approvazione di una legge che sta a cuore a oltre 2200 aziende e circa 50mila occupati nel Lazio». «Con un dibattito blindato - è invece il pensiero di Giulia Rodano, consigliere Idv alla Pisana -, le forze di centrodestra si apprestano a regalare al distretto del cinema del Lazio una scatola infiocchettata ma completamente vuota. La legge quadro istituisce un ente-carrozzone inutile e costoso: privo di risorse per entrare in funzione in tempi brevi, privo di previsioni specifiche su personale e competenze, privo di trasparenza nella distribuzione dei finanziamenti. Però, fra sei mesi, questo nuovo carrozzone pubblico potrà forse consentire alla Giunta Polverini di distribuire qualche poltrona di Consiglio di Amministrazione, Presidenza, direzione generale, e così risolverà qualche problema di posti a una maggioranza litigiosa e improduttiva. Per le imprese e per gli operatori, invece, non c'è semplicemente nulla: a parte l'immediata abrogazione di tutte le forme di finanziamento preesistenti, dall'accesso al credito alla distribuzione, alla produzione. In questa nuova legge non ci sono risorse per il 2012, perché sono già state spese nel 2011», ha concluso Rodano.

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