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Colleghi «serpenti» all'interno di Pd e Pdl

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Saràper la crisi, o per l'avvicinarsi dell'anno nuovo che vedrà tra i primi decisivi appuntamenti quelli dei congressi locali per il Pdl e delle primarie per il Pd. Fatto sta che si litiga sempre più spesso tra colleghi di partito. O meglio si litiga a mezzo stampa. Così, la notizia della denuncia contro ignoti su mandato del segretario nazionale Pdl da parte dei coordinamenti del Lazio e di Roma per dei manifesti non autorizzati con il simbolo del partito, non è andata giù al consigliere capitolino Pdl, Pierluigi Fioretti. «Riteniamo questo metodo profondamente sbagliato, perché non è con minacce e coercizioni che si governa un partito o si gestiscono malumori e dissensi della base. In ogni caso, se proprio si vuole denunciare qualcuno, siamo pronti ad assumerci il ruolo di capri espiatori in nome di quei militanti Pdl che con lavoro e fatica hanno assicurato i successi elettorali degli ultimi anni e che ora vengono tenuti ai margini solo perché in dissenso con i vertici. Vertici che per lungo tempo non hanno risposto concretamente alle richieste delle varie anime del partito e che si sono resi responsabili di uno scollamento che si fa sempre più profondo». La nota pur parlando al plurale è a nome del solo consigliere Fioretti. Al messaggio chiaro tutto interno al partito, segue quello della parte opposta. Stavolta il botta e risposta è tra i due consiglieri Pd, Massimiliano Valeriani e Gianfranco Zambelli. Il primo critica duramente una delibera sulla destinazione d'uso di un palazzo in via del Gambero, denunciando speculazione edilizia. Replica il secondo: «Le dichiarazioni rilasciate dal collega Valeriani in merito alla destinazione del palazzo storico di via del Gambero non sono condivisibili e destano più di una perplessità. La delibera 54 prevede 5000 metri quadrati frazionati in piccoli tagli per dare la possibilità di far rivivere il centro ai cittadini e avviare nuove piccole realtà commerciali. Quando Valeriani parla di speculazione, quindi, mente sapendo di mentire. Per diversi motivi: non ha avuto modo di seguire i lavori della commissione e non è al corrente che i Beni Culturali hanno dato il placet alla nuova destinazione d'uso di via del Gambero. Peggio ancora, non ha seguito con attenzione la presentazione della delibera fatta all'intero gruppo del Pd capitolino qualche giorno fa. A volte il protagonismo in politica fa compiere passi falsi e, purtroppo, a rimetterci non è solo chi fa certe dichiarazioni, ma tutto il gruppo consiliare». Un Natale affatto sereno in Campidoglio. S.N.

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