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Narcotizzata e rapinata in casa al Portuense da una coppia che si è finta amica della vittima di 74 anni

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Idue, italiani, sono stati determinati, abili e anche favoriti da una casuale circostanza. La signora infatti da 16 anni è volontaria in una mensa per poveri e all'ospedale San Camillo, al reparto di Medicina 1, e quindi ha immaginato che in passato uno dei due fosse stato un suo ammalato. La cortesia però è stata ripagata con l'inganno. Il fattaccio l'altro ieri mattina. «Alle 12 - racconta Rosetta Danese, energica signora nata a San Vito dei Normanni, nel Brindisino - sono uscita di casa per andare a messa nella chiesa di Santa Silvia, a piazza Lorenzini - Poco prima di entrare mi vengono incontro una signora sui 45 anni, capelli biondi a caschetto, e un ragazzo di circa 25 anni, appena usciti da un ufficio della parrocchia. Sono puliti, ben vestiti. Mi salutano. Io vivo in ospedale e conosco centinaia di persone, per cui penso che forse se si comportano così è perché li ho conosciuti davvero. La donna esordisce: "Ciao, come stai, è da tanto tempo che non ti vedo. Lui è mio figlio", dice. E poi: "Dove abiti? così vengo a trovarti". Io mi fido - prosegue Rosetta - fornisco l'indirizzo e ci salutiamo. Dopo la funzione religiosa torno a casa, metto sul fornello l'acqua per la pasta quando sento il citofono suonare. È la signora bionda. È l'1.30 circa. Sale col ragazzo. «Apro la porta - continua - e noto che lui ha un mazzo di fiori. Il ragazzo è cordiale. Faccio accomodare entrambi in salotto e chiedo se posso offrire loro qualcosa. Il giovane mi chiede una Coca Cola. Vado in cucina dove mi raggiunge la bionda: "Ma no, non ti scomodare, stiamo in cucina anche noi". Poi la sorpresa: "Rosetta, oggi è il mio compleanno. Facciamo un brindisi, hai un po' di vino?". Prendo la bottiglia e riempio i bicchieri. Mi giro un attimo verso la cucina, bevo un sorso e mi sono risvegliata sei ore dopo sulla poltrona in salotto. Non riuscivo a muovermi, mi sentivo stordita. Sono riuscita a telefonare alla domestica, poi ho avvisato la vicina di casa. Mancava un centro tavola in argento che 50 anni fa mi ha regalato la principessa Caracciolo e 200 euro da un cassetto». Sul posto sono arrivati gli agenti del Commissariato San Paolo diretto da Giuseppe Miglionico. La signora Rosetta è arrabbiata. «Se rivedo in strada quella donna la butto a terra e chiamo i carabinieri».

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