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Isole pedonali anche in periferia

Roma, isola pedonale in centro storico

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Cinquantacinque incidenti e quasi un decesso al giorno.. Sono questi i dati sulla sicurezza stradale capitolina che l'amministrazione si impegna a dimezzare in quattro anni nel piano strategico della mobilità sostenibile. Tra gli strumenti individuati, oltre al potenziamento dei controlli, a una sistematica manutenzione stradale e all'utilizzo di nuove tecnologie, come autovelox, tutor, semafori "sparamulte", ci sono anche diverse novità sulla strategia da applicare alla complessa viabilità capitolina. Ecco allora che sulla viabilità secondaria di tutta la città verrà diffuso l'uso delle cosiddette «isole ambientali» e Zone a traffico pedonale privilegiato (Ztpp). Questo significa che ogni Municipio dovrà dotarsi di un proprio «Piano Traffico» dove includere aree pedonali o «semi pedonali». Le Ztpp infatti, prevedono non solo il limite di velocità a 30 chilometri orari (come sancito dal nuovo codice della strada), ma anche una progettazione della viabilità tale da garantire i limiti imposti alla circolazione. Una sperimentazione è gà avviata da tempo in via Lemonia, tra l'Appio Claudio e il parco degli Acquedotti nella zona di Cinecittà. Qui il viale è stato ristrutturato in modo da restringere la carreggiata a una corsia, mentre i marciapiedi sono stati ampliati in modo da rendere impossibile la doppia fila. Infine, i Municipi dovranno studiare l'applicazione del limite di 30 Km/h nelle strade secondarie, vale a dire quelle dove il numero degli incidenti è paradossalmente più elevato. Ogni quartiere capitolino infatti è costituito da un dedalo di strade minori dove incroci, doppie file, scarsa segnaletica rappresentano la causa più frequente degli incidenti di auto e moto.

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