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"Spero che il vincitore non abbia avuto un malore dalla troppa gioia"

La ricevitoria della Balduina dove è stato venduto il biglietto da 5 milioni di euro

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«Speriamo non abbia avuto un coccolone per la troppa gioia o che non abbia perso il tagliando». Così usando, un termine dialettale che a Roma indica un malore, Drusiana Cello, commenta la notizia della mancata riscossione del tagliando di 5 milioni vincitore della lotteria nazionale venduto proprio nella sua tabaccheria-ricevitoria nel quartiere bene Balduina. «È pazzesco - aggiunge - credo che per il primo premio non sia mai accaduta una cosa del genere. Mi dispiace davvero tanto, magari fosse capitato a me. Credo che lavorare per hobby deve essere stupendo». La donna, insieme alla figlia, in questi mesi avevano più volte cercato di immaginare chi fosse il «fortunato». «Quando ci accorgevamo che un cliente non veniva per parecchio tempo - racconta - facevamo supposizioni, congetture, ma il fatto che non ci sia stato regalato nemmeno un fiorellino...c'è sembrato davvero strano. Che peccato...davvero un peccato». C'è molto dispiacere nella tabaccheria, anche se i clienti sembrano più impegnati oggi a giocare al superenalotto visto che in palio ci sono più di cento milioni di euro. «I commenti - aggiunge la titolare - li faranno stasera o nei prossimi giorni». È ben diverso il clima dal sette gennaio scorso, quando nel locale si festeggiò con tramezzini e spumante ed era in voga il toto-vincitore ed in molti indicarono il vice-parroco don Gabriele. Ma il sacerdote smentì subito: «Spero sia un parrocchiano e dia in opere buone almeno l'1% della vincita». Qualcuno altro credeva che il vincitore poteva essere un abitante del quartiere. Cosa che non andava giù alla titolare di un bar: «Con tanti quartieri popolari dove c'è veramente bisogno di soldi proprio questo doveva vincere, dove la gente ne è piena?».

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