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Stupro della Caffarella, i fidanzati confermano le accuse

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{{IMG_SX}}Non hanno avuto neanche un momento di indecisione mentre ripercorrevano quei terribili minuti vissuti nel parco della Caffarella. I due fidanzatini aggrediti da due romeni il giorno di San Valentino si sono infatti presentati ieri pomeriggio a piazzale Clodio per essere ascoltati dal giudice per le indagini preliminari in sede di incidente probatorio. Durante l'interrogatorio i due ragazzini, 15 anni lei, 16 anni lui, hanno ripercorso con estrema precisione quegli istanti trascorsi insieme con i due stranieri, Oltean Gavrila e Ionut jean Alexandru, confermando tutte le accuse che avevano rivolto contro i romeni nel corso delle indagini.  Entrambi i fidanzati, con questa deposizione, non rischieranno più di incontrare gli stupratori, poiché le loro dichiarazioni hanno valore di prova e quindi non si dovranno presentare in aula nel corso del dibattimento. Neanche ieri pomeriggio la ragazzina violentata da entrambi gli stranieri e il ragazzino picchiato e costretto ad assistere allo stupro hanno incontrato i due romeni: in una stanza era seduta la coppia insieme a una psicologa, in un'altra stanza invece c'erano il pm Vincenzo Barba, il gip e gli avvocati che potevano vedere i minori attraverso un monitor. Le domande sono state formulate dalle parti e poi rivolte tramite il gip alla psicologa che è stata l'unica a interagire con due i minorenni. I romeni, a quanto si è appreso, hanno assistito impassibili al racconto della coppia. Qualche momento di esitazione l'avrebbe avuto la ragazzina prima di entrare nella stanza, ma sono bastate poche parole del suo difensore, l'avvocato Teresa Manente, per tranquillizarla: dopo quindici minuti la minore, vestita con una maglietta e jeans neri, aveva già terminato l'interrogatorio. Subito dopo è entrato il fidanzato. «Sono stati bravissimi perché hanno ricordato alle perfezione quei momenti drammatici che hanno vissuto la sera di San Valentino», ha commentato l'avvocato Manente. Il sostituto procuratore Barba nei prossimi giorni solleciterà il giudizio immediato per i due romeni, che hanno già confessato le violenze compiute e sono risultati positivi ai test del Dna. Non è escluso, comunque, che le difese degli indagati possano chiedere che i loro assistiti siano giudicati con il rito abbreviato.

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