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Germania, Prodi già trema e sentenzia: “Se vince l'AfD l'Europa è finita”

Foto: Ansa

Gianni Di Capua
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"Se l’AfD vince le elezioni tedesche l’Europa è finita. Questa è la realtà". Romano Prodi lancia l’allarme sul futuro dell’Unione europea in un’intervista al Sole 24 Ore, soffermandosi sulla crescita di Alternative für Deutschland e sulle conseguenze che, a suo giudizio, potrebbe avere un'affermazione elettorale del partito di estrema destra tedesco. "Alternative für Deutschland è antieuropea, è massicciamente contro le istituzioni multinazionali, è nazionalista, è razzista, non c’è più nulla di Europa", afferma l’ex presidente del Consiglio e della Commissione europea. Prodi invita però a distinguere la situazione delle diverse aree della Germania: "Però attenzione. La crescita del partito di estrema destra riguarda soprattutto la Germania orientale che sta vivendo un periodo con una particolare tensione, quasi un senso di inferiorità rispetto all’ex Germania occidentale. Quindi non generalizziamo, anche se il pericolo si sta estendendo verso tutto il Paese", aggiunge.

 

 

Nel colloquio trova spazio anche il rapporto tra l’Unione europea e il Canada, dopo l’intervento del premier Mark Carney al Parlamento europeo. Prodi giudica positivamente le parole del primo ministro canadese: "il discorso di Carney è stato perfetto, ha entusiasmato tutti". Il punto, però, secondo l’ex premier italiano, resta la capacità dell’Europa di trasformare gli annunci in decisioni operative. Prodi richiama in particolare il caso del Ceta, l’accordo commerciale tra Ue e Canada, ricordando che una decina di Paesi, tra cui l’Italia, non lo hanno ancora ratificato. "Il problema dell’Europa, è che si fanno bei discorsi ma poi si fermano lì, perché i metodi di voto non permettono di mettere in atto le decisioni prese".

 

 

Prodi interviene infine sul tema della legge elettorale italiana, criticando l’impianto della riforma e il ricorso ai premi. "Io scherzosamente dico che vorrebbe trasformare la stabilità in eternità. Ha dei premi assurdi, è una deviazione, ma già le leggi attuali sono brutte leggi, ormai andiamo verso una democrazia in cui la maggioranza dei parlamentari viene nominata, non viene eletta, ma sono solo io a sostenere che l’unico modo per avere dei parlamentari di alto livello è il collegio uninominale in cui i parlamentari si confrontano con la propria personalità, le proprie idee. Ma non lo vuole nessuno, sono rimasto io come cantore inutile di questa ipotesi. Però questo vuole dire che il Parlamento conterà sempre meno, già non conta nulla in questa legislazione, ma conterà sempre meno nella storia repubblicana", conclude.

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