Cerca
Edicola digitale
+

Prince inedito, con Timeless arrivano dieci canzoni nuove

Carlo Antini
Carlo Antini

Parole e musica come ascisse e ordinate

Vai al blog
  • a
  • a
  • a

Prince aveva un rapporto piuttosto complicato con il tempo. Lo ignorava, lo accelerava, lo deformava a ritmo di funk, rock, soul e sintetizzatori. Adesso, a 10 anni dalla morte, è il tempo che ha iniziato a inseguirlo. Oggi arriva «Timeless», il suo nuovo album postumo costruito pescando 10 canzoni inedite dall’archivio dell’artista, registrate tra il 1977 e il 2016, e pescate nel caveau di Paisley Park.
In questo caso la parola «album» va maneggiata con cura. Non si tratta del nuovo Purple rain piovuto dal cielo, né un disco rimasto misteriosamente sotto una pila di cassette e pronto a riscrivere la storia del pop. «Timeless» è piuttosto una macchina del tempo: mette in fila quasi quattro decenni di Prince, dal giovane prodigio di Minneapolis alle ultime apparizioni dal vivo. Un ritratto frammentario ma, proprio per questo, ancora più sorprendentemente vivo.
Tra le anticipazioni c’è «With this tear», registrata nel 1991 e pubblicata lo scorso aprile, mentre «Stone», proveniente dalle session del 1995, è già disponibile. Il resto del viaggio promette rarità, versioni alternative e registrazioni che raccontano il metodo Prince meglio di qualunque biografia: provare tutto, suonare tutto, non buttare via quasi niente. Il risultato è una passeggiata dentro una mente che sembrava avere sempre un’altra idea pronta dietro l’angolo.
E mentre il caveau di Paisley Park continua a parlare, il personaggio Prince tornerà presto addirittura sul palcoscenico. Nel 2027 «Purple rain» diventerà un musical di Broadway con debutto al Majestic Theatre: anteprima dal 12 marzo e apertura ufficiale il 12 aprile. Non sarà semplicemente il celebre film del 1984 con l’aggiunta di qualche effetto in più e un’orchestra nascosta dietro le quinte. La produzione riprenderà la storia di «The Kid», il giovane musicista di Minneapolis alle prese con ambizione, rivalità, amore e fantasmi personali e la trasformerà in uno spettacolo costruito attorno a più di 20 canzoni di Prince: da «When doves cry» a «I would die 4 U», passando naturalmente per «The beautiful ones» e «Purple rain». A dirigere sarà Saheem Ali, con il libro di Peter Duchan, le coreografie di Ebony Williams e un team musicale guidato da Jason Michael Webb. A fare da ponte con il principe in persona ci sono due collaboratori storici, Bobby Z e Morris Hayes, scelti come consulenti musicali. Il punto interrogativo, naturalmente, è enorme: si può trasformare «Purple rain» in un musical senza trasformarlo in un museo? È la scommessa della produzione. Dopo la prima esperienza a Minneapolis, Broadway proverà a dimostrare che quelle canzoni non appartengono soltanto al 1984 e che il mito può ancora fare rumore. Tra un album postumo e un musical, Prince continua a fare quello che gli riusciva meglio di tutto: essere contemporaneamente presente e irraggiungibile. Il caveau di Paisley Park apre una porta, Broadway ne spalanca un’altra. E noi, 10 anni dopo, siamo ancora qui a chiederci cosa ci sia dall’altra parte.
 

Dai blog