Trump-Meloni, la "solidarietà pelosa" di Schlein e la strumentalizzazione M5s
Le parole di Trump contro la premier e il Papa scuotono la politica fra attestati di solidarietà, inaspettati messaggi di vicinanza e i soliti «ve l’avevamo detto». Elly Schlein, intervenendo alla Camera, definisce l’attacco del presidente Usa come «una cosa gravissima». Esprime solidarietà a Meloni e poi chiarisce che «l’Italia è un Paese libero e sovrano (...). Nessun capo di Stato straniero può permettersi di attaccare, minacciare o mancare di rispetto al nostro Paese e al nostro governo». Parole apprezzate da Giovanni Donzelli, capogruppo di FdI alla Camera: «Ho apprezzato le parole di Elly Schlein, a differenza di altri esponenti delle opposizioni che non hanno colto il senso dell’intervento della segretaria del Pd». Fra i dem anche il capogruppo al Senato Francesco Boccia segue la linea della segretaria condannando Trump perché «offendendo il presidente del Consiglio offende l’Italia intera».
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Ovviamente nel centrodestra in molti criticano l’uscita di Trump. In una nota il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè spiega come «i valori che uniscono gli Usa all'Italia sono talmente forti da resistere al refolo di dichiarazioni palesemente in contrasto con ciò che storicamente sono stati e ciò che sono oggi i rapporti tra i nostri Paesi». Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri chiarisce come «così come non abbiamo ritenuto accettabili gli attacchi di Trump al Santo Padre non riteniamo che si possano accettare le espressioni offensive nei confronti del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, da parte di Trump».
A sua volta il segretario degli azzurri e ministro degli Affari esteri Antonio Tajani ribadisce che «il presidente del Consiglio con il governo difendono e difenderanno sempre e soltanto l’interesse dell’Italia». Sempre dal fronte azzurro il capogruppo dei senatori di Forza Italia Stefania Craxi avverte: «Le relazioni tra alleati si fondano sul rispetto reciproco e su un dialogo franco e costante, elementi che non possono venire meno anche, e aggiungo soprattutto, in presenza di divergenze di vedute e di posizioni su specifici dossier».
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Mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto spiega come «L’amicizia tra Nazioni alleate si fonda sul rispetto, non sulla rinuncia alla propria autonomia di giudizio. Essere alleati non significa accettare tutto in silenzio, ma avere il coraggio di dire con chiarezza ciò che si ritiene giusto. Il legame tra Italia e Stati Uniti non è in discussione, così come non è in discussione la solidità dell’alleanza». Il primo dei «ve l’avevo detto è del leader M5S Giuseppe Conte: «Era prevedibile, gli attacchi non mi sorprendono. In questo contesto avevo cercato di avvertire che almeno la linearità e la chiarezza possono mettere un po' al riparo. Invece l’ambiguità poi a un certo punto, come tutti i nodi, viene al pettine». Sempre nella compagni grillina ardito il parallelismo dell’europarlamentare Gaetano Pedullà che lega le sorti elettorali di Viktor Orban con le parole di Trump. «La sconfitta di Orban è stato il vaso di Pandora e adesso tutti i nodi vengono al pettine (...) Le dichiarazioni di Donald Trump contro Giorgia Meloni rappresentano il de profundis dell’internazionale sovranista».
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Un accostamento che deve essere piaciuto a Magi che lo ricalca. «È innegabile che dopo l’uscita di scena di Orban si sfalda l’asse Trump-Meloni: è la fine del racconto dell’Italia ponte con gli Usa e forse inizia a calare il sipario sull’Internazionale sovranista».
Provano a smorzare i toni la coppia Bignami-Malan: «Italia e Stati Uniti sono nazioni amiche ed alleate da lungo tempo, a prescindere da chi governa. Dispiace che ultimamente scelte dell’amministrazione americana non appaiono in linea con la visione degli Stati europei, Italia compresa». Ma il dovere degli amici è dire con trasparenza quando non si è d’accordo, non assecondare ciò che si reputa sbagliato». In sostanza ciò che ha detto la premier Meloni durante l’informativa al Parlamento sull’azione di governo per replicare a chi l’accusava di sudditanza nei confronti dell’amministrazione statunitense.
La solidarietà alla premier arriva anche da alcune sigle sindacali. Daniela Fumarola, Segretaria Generale della Cisl, bolla come «gravi» le parole di Trump. «Di fronte a un attacco così scomposto, l'Italia deve sapersi stringere attorno alle proprie istituzioni con rispetto e senso di responsabilità» dichiara. Da una sindacalista a un’ex sindacalista. La senatrice di Italia Viva Annamaria Furlan si augura «che il Governo italiano prenda finalmente piena coscienza dell’interlocutore che ha di fronte e che assuma una posizione chiara, netta e determinata, prendendo definitivamente le distanze da Donald Trump, che sta producendo disastri internazionali, mettendo in ginocchio le economie mondiali e in particolar modo quella italiana».
Maria Stella Gelmini sottolinea il coraggio di Giorgia Meloni nel criticare le dichiarazioni di Trump. «Il presidente Trump sbaglia: se c’è una cosa che non manca a Giorgia Meloni è il coraggio. E lo ha dimostrato con le sue inequivocabili parole a difesa del Santo Padre. Siamo alleati degli Stati Uniti e lo resteremo con qualsiasi presidente in carica, ma ciò non può impedirci di respingere al mittente l’attacco del presidente Usa contro una leader democraticamente eletta che fa egregiamente il suo mestiere a tutela dell’interesse del suo Paese, nel rispetto della Santa Sede e di un Pontefice che rappresenta un faro spirituale per tutti i cattolici e non solo».
A difesa di Leone interviene anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale una delegazione di studenti delle scuole di giornalismo: «Il mondo ha un debito di riconoscenza verso il Papa e suoi richiami in questo periodo difficile e travagliato, ci mettono in guardia dal pericolo dell'autoesaltazione», osserva il capo dello Stato, aggiungendo che «se i cosiddetti potenti della Terra usassero un po' di autoironia, anche in piccole dosi, il mondo ne trarrebbe grande giovamento e loro eviterebbero difficoltà e motivi di imbarazzo».
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