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DiMartedì, Rampelli stende Furfaro: “Migranti? Penosa azione di sciacallaggio"

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Marco Furfaro e Fabio Rampelli discutono della tragedia di Cutro nel corso della puntata del 7 marzo di DiMartedì, il talk show serale di La7 condotto da Giovanni Floris. Il primo a prendere la parole è il deputato del Partito Democratico, che punta il dito sulla gestione del governo per i migranti morti: “Qualche giorno fa c’è stata una tragedia in Grecia di un disastro ferroviario, causato da un errore umano, il ministro greco dei Trasporti ha deciso di dimettersi per responsabilità politica e ha detto che si dimetteva come segnale minimo di rispetto per le vittime. Noi in questo Paese, dopo il naufragio, non abbiamo avuto neanche un esponente del governo alla camera ardente dei migranti morti, c’è andato Sergio Mattarella, e non abbiamo un ministro dell’Interno perché sono passate cinque ore tra la Guardia di Finanza che trova il mare con onde alte due metri e non si capisce perché non è stata mandata in mare la Guardia Costiera. Dulcis in fundo anziché dire che ci sono delle responsabilità da accertare, si colpevolizzano quelle vittime. La colpa - sottolinea l’onorevole dem - non è di chi non è riuscito a salvarsi, ma magari di chi non è riuscita a salvare quella persona dal mare”.

 

 

Rampelli, deputato di Fratelli d’Italia, scuote la testa per le parole del collega: “Pensavo che questa penosa azione di sciacallaggio si fosse esaurita con l’informativa di Piantedosi in Parlamento, evidentemente le cose non stanno così, me ne dispiaccio sinceramente visto che tutti ci auguriamo che maggioranza e opposizione abbiano un coefficiente di responsabilità tale da aiutare l’Italia a riprendersi. È evidente che questa tragedia sia nella responsabilità assoluta nel circuito della criminalità organizzata, dei trafficanti di uomini, degli scafisti. La prima condanna che ancora tarda ad avvenire da parte della sinistra è esattamente quella indirizzata a coloro i quali fanno traffico di essere umani e hanno cagionato decine di migliaia di morti in questi anni. Non c’è una parola da questo punto di vista, si continua a fare demagogia e non si hanno parole chiare neanche nei confronti di questo fenomeno per cercare di scoraggiare le partenze. Se tutti - l’appello del vice-presidente della Camera - ci impegnassimo potremmo essere più efficaci nei confronti dell’immigrazione regolare e per contrastare l’immigrazione illegale”.

 

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