Non vi sarà nessuna invasione di locuste e di mosche velenose. L’acqua non muterà in sangue e le tenebre non caleranno sull’Italia. Le nefaste previsioni della sinistra sui disastri economici che avrebbero dovuto accompagnare l’arrivo del governo di centrodestra sono scongiurate. Non ci saranno le piaghe d’Egitto e nemmeno la bancarotta.
L'Italia riaccende i motori, c'è aria di ripartenza: i segnali positiviEppure, per mesi, l’ammucchiata rossa ha soffiato sul vento del disastro. Consapevole che, con quei vetusti programmi elettorali, la vittoria alle urne era solo una mera utopia. Lo scorso 25 luglio, Piero Fassino, uno che di previsioni se ne intende, non avendone mai azzeccata una nemmeno per sbaglio, disse trionfante: «Se vince la destra sovranista e populista, l’Italia verrà isolata in Europa e nel mondo». Strano che l’ex Guardasigilli non abbia evocato anche pianeti lontani, come Giove o Saturno. Il 14 agosto fu poi la volta di Mariastella Gelmini. Che, dopo essere stata fatta crescere dentro Forza Italia, decise di sbattere la porta e andarsene nel Terzo Polo. «Rinegoziare il Pnrr come proposto da Giorgia Meloni è un gravissimo errore. A rischio la credibilità dell’Italia e la nuova rata di finanziamenti da venti miliardi di euro. Di fronte a tutto questo Lega e Forza Italia tacciono. Una cosa è la propaganda, altro la responsabilità verso il Paese».
Peccato (perla Gelmini) che la credibilità del nostro Paese in Europa non sia mai stata così alta. E questo senza farsi schiacciare, alzando la voce quando è necessario. Come ad esempio sulla questione del ricollocamento dei migranti. Politici, ma anche intellettuali. Convinti che l’unica ricetta valida sia quella propinata dall’universo progressista. Il 17 agosto Giovanni Di Lorenzo, direttore del settimanale Die Ziet, sosteneva che «con la destra al governo in Italia è a rischio l’unità dell’Europa. Fondamentale il rispetto dei patti e l’Agenda Draghi. La possibilità di vittoria del centro moderato legata alla divulgazione di messaggi chiari».
Come dimenticare l’Agenda Draghi, il feticcio utilizzato a giorni alterni per preannunciare anni di sventura. Due giorni più tardi, Marco Bascetta, sul quotidiano Il Manifesto, profetizzava l’Apocalisse. «In Europa i falchi nordici e la retorica della "frugalità" riprendano quota, una volta sospinta la pandemia nell’oblio e nell’ordinaria amministrazione, spianando la strada a una infernale combinazione di nazionalismo e austerità». Venne poi, il 25 agosto, la volta dell’uomo dell’Euro, il politico che sognava di diventare Presidente della Repubblica, ma non aveva fatto i conti con Matteo Renzi. «O noi o la destra: con loro al governo conti in pericolo».
Sondaggi politici, Fratelli d'Italia oggi risale e la Lega cresce. Le cifre stravolgentiMusica (stonata) e parole (al vento) di Romano Prodi. L’estate volgeva al termine e Carlo Cottarelli si avventurava, il 1 settembre, in un’ipotesi fantasiosa. «Visto quello che può succedere è ovvio che bisogna impegnarsi. Noi siamo qui anche perché abbiamo paura di quello che può succedere all’Italia. Io ho davvero paura. Sono preoccupato per il destino dell’economia italiana». Oggi più che mai possiamo rassicurare l'economista cremonese: può dormire sonni tranquilli. Abbiamo, volutamente, tenuto per ultimi i due sfondoni più clamorosi. Ingiustificabili. Talmente incredibili da non aver nemmeno bisogno di essere commentati. Il primo è firmato da Lorenzo Guerini. «C'è il rischio default per l’Italia con la destra al governo». Ma il gradino più alto del podio, il titolo di Cassandra dell’anno, spetta, senza ombra di dubbio, a Enrico Letta. L’uomo che aveva impostato l’intera campagna elettorale sul rischio fascista. Nel 2022. Il cinquantaseienne pisano, il 25 agosto, pronunciò queste testuali parole: «La destra al governo ci porterà alla bancarotta». Incredibile, ma vero.
