Capezzone: dal giuramento di Ippocrate a quello di “ipocrite”?
Quando pensate che si sia toccato il fondo, la sinistra riprende a scavare, e così oggi arriva il "pronto soccorso rosso" al maxi scandalo dei falsi certificati medici per consentire a dei clandestini di sfuggire ai CPR e al successivo rimpatrio. Vi ricordate i fatti? Si è partiti da Ravenna, ma poi Il Tempo scoprì che i casi erano oltre 100 in tutta Italia, un vero e proprio sistema, con decine di medici coinvolti (tutti presunti innocenti: qui siamo garantisti), e l’utilizzo del modulo di certificato di inidoneità predisposto dalla Società italiana di medicina delle migrazioni. Capite bene che saremmo di fronte a un fenomeno gigantesco e gravissimo: una specie di "struttura di accompagnamento" (nell’illegalità) a favore dei clandestini: per un verso, assistenza giuridica, e per altro verso assistenza medica dichiarando il falso. Un doppio tradimento: contro la legge e pure contro il giuramento di Ippocrate.
Sul sistema di "camici rossi" che protegge i clandestini aveva ragione Il Tempo
Ricorderete anche le intercettazioni e le chat, con offese e beffe contro le forze dell’ordine da parte di quei camici. Vi si trovano messaggi del tipo "dobbiamo fare più attenzione" e "gli facciamo il c... a questi sbirri". Ora, intollerabili volgarità a parte, appare evidente che non siamo di fronte a comportamenti isolati, ma a un sodalizio di medici che, al fine di emettere falsi certificati, avrebbe agito in modo stabile nel tempo e con organizzazione e coordinamento, inclusa l’apertura di gruppi su Whatsapp. Dunque, secondo l’ipotesi accusatoria, condotte sistematiche, reiterate nel tempo, con gli indagati organizzati in forma di sodalizio stabile: esattamente i caratteri di un’associazione a delinquere. Non solo: qui non si trattava – per capirci – di concedere un paio di giorni di permesso a un lavoratore sfaticato certificando, che so, un inesistente forte raffreddore. Il rischio, anzi l’elevatissima probabilità, era quella di rimettere a piede libero gente pronta a delinquere, a fare male, pericolosa. Tali sono infatti i soggetti da trasferire nei CPR e poi da espellere. E questa eventualità (cioè il ritorno a delinquere dei soggetti così liberati) si è puntualmente verificata in diversi casi. A Il Tempo ne risultano almeno sette.
Ricetta clandestina: certificati medici anti-rimpatrio, perquisizioni in tutta Italia
Ora provate a immaginare il viceversa. Pensate cioè se un gruppo di medici "di destra" fossero stati accusati di aver negato patologie vere allo scopo di rinchiudere lo stesso dei migranti nei CPR: sarebbero stati trattati come nipotini del dottor Mengele. Se invece ci sono medici "di sinistra" accusati di aver certificato malattie inesistenti, scatta un bell’applauso. Ma vi sembra normale?
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