Elly Schlein mette nel mirino la candidatura alla segreteria del Partito Democratico: “Prendo parte alla fase costituente”. La vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, in un video-manifesto su Instagram, si è detta pronta a sfidare la vecchia guardia (compreso il presidente della medesima Regione, Stefano Bonaccini, nella non remota ipotesi che si candidasse) per la leadership dei dem.
La data del congresso, prevista per marzo, potrebbe essere anticipata, ma la corsa è cominciata e non c’è altro tempo da perdere per rimettere insieme i cocci di un partito nato storto o per rifondarlo in nome di una vera sinistra. “Bisogna partecipare al percorso costituente del nuovo Pd perché possa prendere ampio spazio una nuova classe dirigente – ha detto Schlein -. Forse è proprio questa una occasione che dobbiamo provare ad abitare. L’obiettivo è anche scalzare le dinamiche di cooptazione (le correnti, nda) che abbiamo visto spesso, non solo nel Pd”.
Per Schlein la partecipazione al congresso non è un’adesione a scatola chiusa, è un’opportunità da cogliere: “Stiamo a guardare? Credo di no e lo dico a tutti coloro con i quali abbiamo condiviso il sogno e l’impegno per costruire un campo progressista, ecologista e femminista in cui sentirci finalmente rappresentati. Quel campo non si può fare prescindendo dalla comunità democratica. L’unico modo per scoprire se c’è la volontà di rimettere in discussione tutto, con coraggio e libertà è viverlo e non guardarlo da fuori. Dobbiamo costruire credibilità, coerenza e visione chiara del futuro”. Cioè giocare le tre carte vincenti che hanno catapultato Giorgia Meloni dall’opposizione a Palazzo Chigi.
Per Schlein “non serve solo “una frettolosa corsa a cambiare il gruppo dirigente ma anche una riflessione aperta e profonda su chi vogliamo rappresentare su quale prospettiva di futuro vogliamo” anche perché il presente del Pd è assai deludente: “Mentre la maggioranza mostra già le prime divisioni, purtroppo bisogna ammettere che anche il campo progressista è diviso e in crisi: è irresponsabile proseguire in queste divisioni”.
Nel corso della diretta social, la deputata boccia l’ipotesi ticket con il sindaco di Firenze Dario Nardella: “Niente, questo Paese non ce la fa ancora a pensare che una donna possa farsi strada senza avere qualche uomo dietro che la spinge. Sono sopravvissuta in questi anni proprio per aver rifiutato le logiche di cooptazione, perché non le accetterei di certo adesso. Per questo aderisco alla fase costituente del Pd per portare una parte di contributo, ma non facendolo da sola, ma con tanti altri e altre”. Per Elly Schlein, il rinnovamento o la fondazione anno zero passa dalla parte più a sinistra, movimentista e giovanile oggi ai margini del partito guidato da Enrico Letta.
