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Dia Communication, la società amica del M5s fa man bassa di appalti

Dario Martini
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Quando si parla di comunicazione del Movimento 5 stelle viene naturale pensare a Rocco Casalino. Ma c’è un’altra società di cui si è parlato molto poco in passato che ha fatto la fortuna dei grillini e ne ha curato le principali campagne politiche. È la Dia Communication srl, di Giuseppe Dia, ex direttore creativo e componente dell’ufficio stampa in qualità di «esperto» alle dirette dipendenze del presidente del Consiglio quando Giuseppe Conte era premier e che ancora oggi - come si legge sul sito della società - «ne cura l’identità visiva».

Ma ha curato anche «la comunicazione visiva e strategica di Luigi Di Maio» e si è occupato della campagna del M5s alle elezioni politiche del 2018. La Dia Communication, con sede sia ad Alcamo (Trapani) che a Roma, non fa affari solo con il mondo pentastellato. Negli ultimi anni ha fatto man bassa di appalti pubblici: ha gestito la prima campagna Covid, quella con l’hashtag #iorestoacasa e lo slogan «Lascia il virus fuori dalla porta»; ha promosso il Cashback, l’iniziativa fortemente voluta dal M5s per disincentivare l’uso del contante; e ha inventato il logo per la presidenza italiana del G20. Tutte iniziative che appartengono all’epoca dei primi due governi Conte. Ma anche dopo, quando "l’avvocato del popolo" ha lasciato Palazzo Chigi, la società che gestisce l’immagine del M5s ha continuato ad aggiudicarsi contratti importanti. L’ultimo in ordine di tempo riguarda la campagna di comunicazione in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia, la transfobia e la lesbofobia, che si celebra tra pochi giorni, il 17 maggio. Il contratto, siglato il 28 aprile, ha un importo di cinquantamila euro.

Non c’è stato alcun bando. Si è svolto tutto attraverso «procedura negoziata», scegliendo la migliore proposta dopo aver consultato cinque operatori economici. A promuovere l’appalto è stato l’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, che fa capo al Dipartimento Pari Opportunità alle dipendenze di Palazzo Chigi. Il direttore è Triantafillos Loukarelis - doppia nazionalità greco-italiana - che nel luglio 2019 ha preso il posto di Luigi Manconi. A indicarlo per quell’incarico è stato il grillino Vincenzo Spadafora, allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega proprio alle Pari opportunità. Il direttore dell’Unar in precedenza era capo della segreteria tecnica dello stesso sottosegretario del M5s. È Loukarelis che ha affidato l’incarico alla Dia Communication di gestire la campagna «per promuovere nell’opinione pubblica la cultura del rispetto e contrastare ogni forma di odio e violenza nei confronti delle persone LGBTIQ». L’appalto prevede la creazione di un «claim efficace e potenzialmente virale». Dovranno essere prodotti due spot, uno televisivo e uno radiofonico di 30 secondi, sette post sia statici che dinamici per la diffusione sui social dell’Unar (Facebook, Twitter e Instagram) e dovrà essere fatto un monitoraggio sui risultati raggiunti dalla campagna.
 

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