Matteo Salvini non chiude la porta a Giorgia Meloni. I due non si sentono dalla rielezione di Sergio Mattarella al Quirinale, circostanza svelata dalla leader di Fratelli d'Italia e confermata dal segretario leghista. Ciò non vuol dire che non torneranno a sentirsi, anche se sulla tempistica nessuno è in grado di fare previsioni. I rapporti tra i due, del resto, sono tesissimi e il loro feeling politico è ai minimi storici. «Nessuna questione personale, solo politica», ha sostenuto la Meloni nei giorni scorsi, quando aveva chiarito di non essere interessata al progetto di federazione di centrodestra in stile Partito Repubblicano Usa che sta portando avanti Salvini. Il leader del Carroccio però non chiude la porta alla (ex) alleata, pur lamentandosi dei continui attacchi che riceve da lei. «La richiamerò sicuramente - assicura intervistato a Un giorno da pecora su Rai Radio 1 - nonostante la sequela di insulti che ha riversato nei confronti del mondo. Però io vado oltre, non sono permaloso». «Io cerco di non litigare mai con nessuno e di unire. Cerco sempre di giocare di squadra, non tutti ragionano sempre di squadra, mi spiace - aggiunge - Se Meloni mi ha insultato? Mah... diciamo che in molti non hanno avuto parole carine. Io ho cercato di fare un gioco di squadra per il centrodestra e qualcuno ha fatto il contrario. Ma non fa niente, i problemi di oggi degli italiani sono quelli dei costi dell'energia».
Così le "talpe ad orologeria" colpirono Matteo Salvini usando Luca Morisi: le rivelazioni choc del libro bombaSalvini discorda dalla Meloni sul giudizio sul Presidente della Repubblica: «Etichettare Mattarella come uno del Pd mi sembra ingeneroso. Io ho lavorato per eleggere una donna al Quirinale, una donna del centrodestra, ci abbiamo provato ma sono mancati i voti del centrodestra - aggiunge - La domanda quindi andrebbe girata a quelle decine di parlamentari, non della Lega, che hanno votato in altra maniera». Il segretario della Lega chiarisce poi che il suo partito non lascerà l'esecutivo: «E perché dovrei uscire dal governo? Io sto nel governo per cercare di portare il nostro contributo sui temi del lavoro, della salute, della tranquillità del nostro paese. E quindi non vedo perché debba cambiare idea».
Gran reality a 5 Stelle: Giuseppe Conte va ko e viene detronizzatoMa le distanze tra Salvini e la Meloni restano. In primis sulla collocazione politica di Fratelli d'Italia. «Il rischio isolamento non lo vedo molto, perché parliamo del modello Le Pen, ma parliamo di sistemi che non conosciamo facendo finta di conoscere. L'isolamento di Marine Le Pen in Francia, che comunque non è alleata mia ma è alleata di Salvini in Europa, si può ottenere con quel sistema e quella legge elettorale», dice la leader di FdI che sul centrodestra, intervistata a Rainews24, ribadisce quanto detto domenica sera a Massimo Giletti nel corso di Non è l'arena: «Non mi interessano le beghe, non intendo fare più buon viso a cattivo gioco con partiti che tra l'alleanza con il centrodestra e quella con il Pd al governo scelgono la seconda. Io sto lì e sceglierò chi sarà il mio alleato solo sulla base del suo impegno di difendere questa metà campo e non le sirene del Pd e della sinistra. L'obiettivo di Fratelli d'Italia è organizzare il campo dei conservatori, FdI è un partito che vuole aprirsi sempre di più e parlare alla maggioranza degli italiani».
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