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Verso la rinuncia, Sgarbi su Berlusconi al Quirinale. Poi Tajani lo smentisce

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Giallo su Berlusconi al Quirinale. Vittorio Sgarbi anticipa a "Un giorno da pecora" che il Cavaliere starebbe pensando di fare un passo indietro e di indicare un nome alternativo al suo per la corsa al Colle. Passano pochi minuti e sull'argomento interviene anche Antonio Tajani che, in pratica, lo smentisce precisando che Sgarbi non è il portavoce di Berlusconi. 

«Ci sono delle inquietudini di natura psicologica nel candidato» Berlusconi, che «è rimasto a Milano, non è andato a Strasburgo e non è venuto a Roma. E questa pausa credo dipenda dal fatto che sta pensando se c’è una via d’uscita onorevole, perchè la campagna contro di lui e l’obiettiva incapacità di prendere voti dal fronte avverso» rende la sua elezione «un’impresa pressocchè disperata». Lo dice Vittorio Sgarbi, intervistato da Un giorno da pecora su Radio 1.

Secondo Sgarbi Berlusconi potrebbe annunciare già domani il suo passo indietro: «presuppongo che sarà domani», dice. «Tra ammalati, no vax che non possono votare e franchi tiratori», Berlusconi «non parte da 450 ma da 400 e dovrebbe averne 105», «mancano circa 100 voti» aggiunge Sgarbi, che ha sentito ieri sera Berlusconi. Alla domanda se Berlusconi stia pensando di rinunciare alla sua candidatura al Quirinale, Sgarbi ha aggiunto che «non posso dirlo, perché deve dirlo lui, ma ho la sensazione che stia cercando una via d’uscita con un altro nome che sia gradito a lui, per esempio Mattarella, oppure un altro nome». Secondo Sgarbi «Berlusconi preferisce Mattarella, Draghi non lo preferisce», «se Berlusconi ha una capacità di autotutela entro domani indicherà un nome nuovo» e rinuncerà alla candidatura, conclude Sgarbi.

 

 

 

 

 

Passano pochi minuti e Antonio Tajani precisa che Sgarbi non è il portavoce del Cavaliere. «Sgarbi non è il portavoce di Silvio Berlusconi», in altre parole «Sgarbi risponde a se stesso, sicuramente non parla a nome» del Cavaliere. A puntualizzarlo è Antonio Tajani, dai microfoni di Sky Tg24, che commenta così le ultime dichiarazioni di Vittorio Sgarbi che ha dato per conclusa e fallita l’operazione "scoiattolo" cioè quella che lo vedeva impegnato in prima linea per portare voti di grandi elettori alla causa quirinalizia berlusconiana. Per Tajani il centrodestra è ancora compatto «non c’è un'opzione alternativa» alla candidatura di Berlusconi per il Colle. Quindi Tajani precisa che nessun dirigente di Forza Italia «ha mai detto che il partito uscirebbe dal governo se Draghi dovesse salire al Quirinale: noi diciamo una cosa diversa, c’è ancora bisogno di un governo di unità nazionale per combattere e sconfiggere la pandemia e senza Draghi sarebbe difficile andare avanti» con questo impegno perché «non c’è una personalità come lui».

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