Mario Draghi rimette tutti i partiti al loro posto. Il presidente del Consiglio ha lanciato un ultimatum alle forze politiche in merito allo scontro sulla riforma della giustizia: o si trova un accordo tra tutte le richieste in ballo o si va direttamente in aula con il testo uscito dallo scorso Consiglio dei ministri e si fa la conta dei voti. Il retroscena è fornito dal Messaggero, che riferisce come tale presa di posizione abbia fatto tornare tutti a posizioni più miti, soprattutto dopo la richiesta di una maggiore responsabilità da parte del Premier.
“Serve chiarezza”. Giorgia Meloni non ci sta sul vaccino: chi mente tra Mario Draghi e Anthony Fauci?“E' giusto non mandare in prescrizione i processi di mafia, ma per la Lega è altrettanto doveroso prevedere che anche per i reati di violenza sessuale e traffico di droga i processi vadano fino in fondo” la nuova posizione di Matteo Salvini e della Lega, con una frizione con il Movimento 5 Stelle che esulterebbe e farebbe passare come una propria vittoria l’essere riusciti ad imporre lo stop alla improcedibilità per i processi di mafia e terrorismo.
Omnibus, “riforma scritta da chi non conosce i problemi”. Alfonso Sabella disintegra Marta Cartabia sulla giustiziaIl presidente della Commissione Giustizia di Montecitorio, il grillino Perantoni lo ha annunciato la “sintesi è vicina”. Ma c’è la grana Forza Italia: “Se si va in questa direzione non lo votiamo”. E anche il Partito Democratico storce il naso. Fatto sta che Marta Cartabia, ministro della Giustizia, non ha alcuna intenzione di stravolgere il suo testo: nel M5S l'irritazione per i suoi metodi non è ancora rientrata e la tentazione di togliere l'appoggio al Governo Draghi è ancora forte. Ma l’esecutivo va avanti per la sua strada: senza intesa si va dritti dritti in aula, con la richiesta che il provvedimento bypassi la Commissione. Nessuno faccia arrabbiare Supermario.
Quei timori di Matteo Salvini sulle scelte di Mario Draghi: il retroscena sulle tensioni