Ad oltre un anno di distanza si sgonfia il caso nato dopo il bltiz di MatteoSalvini che aveva citofonato ad una famiglia del quartiere Pilastro di Bologna. Il pm della città emiliana, Roberto Cerioni, ha chiesto al gip l’archiviazione del procedimento a carico del leader della Lega per la citofonata del 21 gennaio 2020, in piena campagna elettorale per la presidenza della regione Emilia-Romagna. Secondo il pm quanto avvenuto quella sera rientrerebbe nell’esercizio dei diritti di critica e cronaca e la denuncia per diffamazione a mezzo stampa da parte della famiglia di origini marocchine protagonista suo malgrado dell’episodio nonhafondamenta. Punto centrale della richiesta del pm è la presenza dei tre elementi necessari per riconoscere le tutele previste dall’articolo 51 del codice penale: una veritàsostanziale del fatto narrato, un interessepubblico alla conoscenza e alla diffusione dell’informazione e "il ricorso comunque a un linguaggio entro i limiti della continenza”.
Zangrillo si schiera dalla parte di Salvini: "Riaprire dopo Pasqua? Assolutamente sì"“L’episodio - spiega il pm - si verifica in un clima di piena campagnaelettorale, in cui, sul tema della pubblicasicurezza le contrapposte fazioni politiche hanno sicuramente avuto modo di prendere posizione delle relative campagne. L’episodio in questione si colloca in questo contesto e le ragioni delle condotte tenute portano con sé anche questo specifico obiettivo, la critica alla precedente amministrazione in un momento in cui l’amministrazione deve essere rinnovata. Un’ipotesi di reato che, sebbene in astratto formalmente sostenibile, calata invece nella realtà concreta incontra insuperabili limiti di criticità, anzitutto sotto il suo profilo oggettivo. Si presentano, infatti, nell’impianto accusatorio, dubbi qualificabili come ragionevoli sull’identificabilità delle persone accusate dai due indagati (Salvini e Anna Rita Biagini), sia in ordine alla concreta offensività della condotta, sia, infine, in relazione all’esclusione della scriminante di cui all’art.51 del diritto di critica e di cronaca”.
Magistrati in fila come gli altri, Salvini contro i furbetti del vaccinoIl pubblico ministero ha riconosciuto a Salvini anche le guarentigie previste dall’articolo 68 della Costituzione: “non potendosi negare, anche per il rilevato contesto elettorale, che l’attività svolta è stata espressiva dell’opinione in punto di sicurezza che il parlamentare ha voluto esprimere in termini qui non censurabili”. Sulla richiesta di archiviazione è arrivata però l’opposizione della famiglia in questione - Salvini al citofono chiese se dentro l'appartamento fossero presenti spacciatori - che vorrebbe un processo per diffamazione nei confronti di Salvini. L'udienza non è ancora stata fissata.
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