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Conte dà la colpa alle banche: "Serve maggiore sforzo". E promette: "Acceleriamo sulle riaperture"

Premier Giuseppe Conte

Il premier indica le prossime mosse del governo in un'intervista ad Affaritaliani.it e ribadisce: "Non è ancora liberi tutti"

Dario Martini
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Il premier Giuseppe Conte è consapevole che gli aiuti promessi ai cittadini stentano ad arrivare, che le misure prese sino a qui non sono sufficienti e che molti italiani, soprattutto negozianti e partite Iva, non sono soddisfatti della fase 2 decisa dal governo. Per questi motivi adesso promette: "Dobbiamo accelerare al più presto con le riaperture" e, in merito al sostegno a famiglie e aziende, tira in ballo le banche, a cui chiede "un maggiore sforzo". Il premier fa il punto in un'intervista ad Affaritaliani.it e affronta un po' tutti temi caldi. "Al di là di singoli episodi, abbiamo riscontrato un comportamento molto responsabile da parte degli italiani - dice Conte - La risposta dei cittadini si sta confermando all'altezza delle difficoltà del momento, da Nord a Sud, da Milano a Roma, da Torino a Napoli, da Genova a Palermo. Gli spostamenti sui mezzi pubblici e il ritorno al lavoro di milioni di persone si stanno svolgendo senza eccessivi disagi. È un primo passo incoraggiante, ma non dimentichiamo che la strada è lunga e non dobbiamo mai abbassare la guardia. La ripresa delle attività manifatturiere e delle costruzioni è avvenuta in modo ordinato, nel rispetto, mediamente, del piano varato dal Governo, secondo le regole di precauzione e di sicurezza predisposte per tempo. Queste attività produttive sono state riavviate tanto nel settentrione quanto nel mezzogiorno  senza grandi disagi ed evitando situazioni caotiche. Ora dobbiamo monitorare gli effetti di questa ripartenza al fine di procedere quanto prima alla riapertura delle restanti attività economiche, sempre in condizioni di massima sicurezza. La strada è ancora lunga, ma l'Italia riparte". Poi c'è il capitolo delle imprese e delle famiglie in ginocchio. A loro Conte dice: "La possibilità per le imprese di accedere velocemente e facilmente a forme di sostegno economico e di evitare problemi di liquidità è di capitale importanza. Siamo consapevoli di alcuni ritardi, in un quadro comunque di assoluta straordinarietá, ed è per questo che nel nuovo decreto economico ci siamo concentrati su meccanismi ancora più veloci e diretti di sostegno alle imprese. Occorre adesso anche uno sforzo in più da parte del sistema bancario per rendere più spedite le procedure ed è per questo che stiamo verificando con i vertici delle imprese bancarie lo stato di attuazione del decreto liquidità".

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