Al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ne parlano nei corridoi, a mezza bocca, soprattutto i superburocrati, che lamentano (da qualche mese) una sorta di colonizzazione dei loro uffici di vertice da parte del ministero dell’Economia. Che a sorpresa inserisce, o punta a farlo nelle prossime settimane, uomini e donne della sua amministrazione nei gangli vitali del dicastero di Porta Pia. Trattasi sempre di apparati statali, dunque animati dallo stesso obiettivo e cioè la tutela della cosa pubblica, ma è cosa nota che ogni dicastero cerchi gelosamente di assegnare incarichi e progetti rispettando e privilegiando le carriere interne. Una forma di autotutela che vale in ogni organizzazione complessa. Ma regola che da qualche tempo non viene più rispettata. E il primo tassello del nuovo corso è stato messo il 14 ottobre dello scorso anno quando Speranzina De Matteo, dirigente di seconda fascia dei ruoli del ministero dell’economia, è stata nominata capo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali e il personale. Un’investitura che ha lasciato a bocca asciutta chi, all’interno, sperava in una promozione e che ha messo un pezzo importante delle competenze del ministero nelle mani di una manager comunque legata alla pianta organica del Mef... SE VUOI CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI
Roberto Gualtieri ora si crede pure ministro dei Trasporti

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