«Giuseppe Conte si è dimostrato un buon capo di governo. Autorevole, colto e anche veloce e sagace tatticamente. Non va tirato per la giacchetta. Anche se è oggettivamente un punto fortissimo di riferimento di tutte le forze progressiste». Parola del segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti, che in un’intervista ieri al Corriere della Sera replicava così al quesito se l’avvocato del popolo possa essere «il vostro candidato premier» alle prossime elezioni. Frasi che di fatto rottamano l’intera classe dirigente dem e che stanno provocando qualche disorientamento tra i militanti. Il più critico finora tra i parlamentari Pd è Matteo Orfini: «Un punto di riferimento di solito è tale perché sta fermo nello stesso posto. Prendere come punto di riferimento qualcosa che si sposta continuamente da destra a sinistra ha un solo effetto: si sbaglia strada e ci si perde», scrive su Twitter il deputato che con il nostro giornale si spinge più in là. «Un conto - sottolinea - è essere un punto di equilibrio per il presente, cosa che condividiamo tutti, un altro è essere una figura di riferimento per il futuro. Banalmente, io e l’attuale presidente del Consiglio abbiamo un’idea della politica differente. Io non penso che possa essere un modello di riferimento per tutti i progressisti chi ha condiviso un anno e mezzo di esecutivo con Matteo Salvini e firmato le peggiori leggi volute dall’allora vicepremier e ministro dell’Interno, provvedimenti che ancora oggi l’inquilino di palazzo Chigi fatica a rimettere in discussione. E’ chiaro che una cosa è un punto di equilibrio in una fase emergenziale come questa, altro è la prospettiva». Seduto su uno dei divanetti in Transatlantico, a Montecitorio, Orfini non condivide affatto le frasi di Zingaretti: «Questa mi sembra una fuga in avanti che avrei evitato - osserva -. Credo che i nostri elettori vogliano appunto che il Pd faccia pesare il proprio punto di vista, le proprie idee, anche il proprio stile politico. Non siamo gente che concepisce la politica così, non siamo persone buone per tutte le stagioni: nessun leader dem governerebbe prendendosi Salvini come vicepremier, ecco”. Alla domanda se qualche altro esponente del Partito democratico si sia arrabbiato per le dichiarazioni del segretario, Orfini fa un sorrisino, glissa, non fa nomi, ma aggiunge sostenenedo che “in generale, non credo affatto che tutto il Pd sia convinto che Conte è l’uomo del futuro». Raggiunti da Il Tempo, Maurizio Martina e Gianni Pittella preferiscono diplomaticamente non commentare la questione mentre il leader di Azione, Carlo Calenda, si rivolge ai suoi ex compagni di viaggio: «Vi siete proprio smarriti», attacca sui social.
Ciao ciao ai big del Pd, in un colpo Zingaretti rottama i Dem
Il segretario del Pd Nicola Zingaretti ritiene che Conte sia il premier ideale e liquida i big de Pd

Argomenti