RABBIA ALLA difesa

Spot censurato, la replica velenosa di Trenta a Gasparri e La Russa

La ministra accusata di essere stata "commissariata" da Palazzo Chigi

Nuovo capitolo della "faida" sullo spot per le forze armate che avrebbe dovuto celebrare la festa del 4 novembre ed è stato censurato da Palazzo Chigi perché "troppo realistico". Nei giorni scorsi era stato il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri a riportare il tema al centro dell'agenda con una interrogazione parlamentare al ministro della Difesa Elisabetta Trenta per chiedere con precisione cosa fosse accaduto al tanto chiacchierato spot. La titolare della Difesa, nella sua risposta, ricostruiva i fatti e ammetteva di aver "seppur con rammarico, preso atto" delle decisioni di Palazzo Chigi. Parole che erano state sufficienti a Gasparri per accusare la ministra di essere stata di fatto "commissariata" da Palazzo Chigi. Ma la Trenta non ci sta e dal proprio profilo Facebook ha lanciato un messaggio velenoso per replicare ai detrattori: "Non amo fare polemica, ma tra ieri e oggi ho assistito a una grandissima fiera del falso e un paio di cose vorrei dirle. La prima è che se gli stessi giornali (che hanno raccontato la polemica, ndr) in passato si fossero occupati di equipaggiamenti, ricongiungimenti familiari, dello stato delle nostre caserme, dei bilanci, di rappresentanza e molto altro, così come hanno fatto per lo spot del 4 novembre (che ho promosso con tutto il mio orgoglio), oggi forse nelle Forze Armate avremmo qualche problemino in meno di cui preoccuparci".  "La seconda è una precisazione rivolta al mio staff, che mi chiede di replicare ai pretestuosi attacchi dell’ex ministro La Russa e dell’onorevole Gasparri. Ragazzi, ma davvero devo rispondere a Gasparri e La Russa? Ma per favore... Suvvia...". Uno a uno, palla al centro.

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