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IL PREMIER PARLA AGLI ITALIANI

Conte: "Il Paese cambia. A settembre sfide cruciali e riforme strutturali"

Video di sette minuti del presidente del Consiglio: "Reddito di cittadinanza e riforma fiscale punti qualificanti del governo"

Conte: "Il Paese cambia. A settembre sfide cruciali e riforme strutturali"

Elenca i risultati ottenuti nei primi due mesi di mandato e le sfide «cruciali» che attendono il Paese a partire da settembre. In un video postato su Facebook il presidente del Consiglio augura agli italiani «buone, meritate vacanze», e assicura che il governo del cambiamento «sta realizzando il programma tenendo fede agli impegni presi» con gli elettori, perché «ascolta le richieste che arrivano dai cittadini». Giuseppe Conte si rivolge direttamente agli italiani che lo ascoltano e aggiunge: «Questo non è un governo distante che vi guarda dall’alto verso il basso. È un governo che ha la sensibilità politica di comprendere i vostri bisogni, che si concentra per soddisfarli» e «mette al centro i vostri interessi e non i propri».

Nelle missioni internazionali l’Italia, sottolinea poi tornando a parlare dell’attività del governo, «si è presentata a testa alta senza chiedere favori o concessioni. Ho sempre fatto in modo che il nostro Paese fosse ascoltato e ho sempre avuto a cuore e tutelato i vostri interessi. Il nostro Paese ha riacquistato credibilità agli occhi dei leder stranieri», spiega ricordando che i primi risultati tangibili sono stati conseguiti sul tema dei migranti: «Per la prima volta anche altri Paesi europei hanno aperto i porti e hanno accolto una quota dei migranti arrivati sulle nostre coste». Nei primi due mesi del mandato - rileva ancora - «gli sbarchi sono diminuiti di oltre l’85%» rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, «senza mai perdere di vista la tutela dei diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo e la garanzia di un’accoglienza dignitosa». È questo, per Conte, «un fatto storico che cambia volto non solo all’Europa ma all’intero sistema dell’accoglienza».Il premier riavvolge poi il nastro delle ultime settimane e ricorda l’approvazione del decreto Dignità (con il quale si combatte «la precarietà che affligge tanti giovani garantendo loro un lavoro più stabile» e l’azzardopatia «vietando la pubblicità del gioco d’azzardo»). «Riportiamo al centro dell’azione di governo la parola Dignità. È una parola - dice - che abbiamo perso di vista. Ma è una parola fondamentale, dobbiamo evocarla sempre. E abbinarla alla persona e al lavoro».

Conte ricorda quindi l’approvazione del decreto per il terremoto, il provvedimento per le spiagge, la sospensione dell’entrata in vigore della riforma delle intercettazioni («per riscriverla togliendo il bavaglio che si voleva mettere all’informazione»), la correzione del Codice del Terzo settore, lo stop del contratto per l’AirBus di Stato («uno spreco di cui questo governo fa volentieri a meno»), e ancora l’immissione in ruolo di quasi 58 mila tra docenti e personale amministrativo della scuola, la cabina di regia per la gestione dell’immigrazione a livello europeo e il lavoro fatto per la stabilizzazione della Libia. «Le cose da fare sono tante, tantissime - riconosce - ma stiamo cominciando a cambiare davvero il Paese».«A partire da settembre ci aspettano sfide importanti, cruciali per rilanciare il Paese e la nostra economia», continua passando annunciare le «riforme fondamentali per la crescita e lo sviluppo sociale» in cantiere: la riforma del Codice degli appalti, la semplificazione normativa e burocratica, le misure anti corruzione, l’accelerazione del sistema della giustizia, la digitalizzazione all’interno dei servizi pubblici e l’interconnessione tra pubbliche amministrazioni, la riforma fiscale e il reddito di cittadinanza, «punti qualificanti del programma di governo». Tra i dossier più corposi c’è anche quello relativo alla manovra economica. Il premier ribadisce infine che sarà «seria, rigorosa ma anche coraggiosa» e che «non toccherà settori strategici come sanità, scuola, ricerca. Adotteremo tutte le misure necessarie per combattere la povertà assoluta in cui versano 1 mln 778 mila famiglie e un totale di circa 5 milioni di persone. Siamo al lavoro. Rimaniamo concentrati su questi obiettivi».

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