In tre anni di legislatura tre esercizi provvisori per mancata approvazione dei bilanci, l’ultimo varato ieri. E da meno di 48 ore la Sicilia non ha più la sua società di riscossione tributi. Rosario Crocetta continua a navigare a vista con l’appoggio del Pd, che a sua volta, lo tiene sotto scacco in maniera proficua dato che recentemente ha ottenuto altre due poltrone assessoriali (Sanità e Agricoltura) che assorbono l’80% del bilancio regionale. Uno scenario che fa collezionare al governatore una sconfitta dopo l’altra in Aula, segno di una maggioranza (Pd, Udc e una sorta di appoggio esterno di Ncd) finora inesistente. Dunque, anche per il bilancio di previsione 2016, è stato approvato dall’aula l’esercizio provvisorio per due mesi. Un rinvio, il varo del bilancio, legato come un cordone ombelicale con Roma. Cosa c’entra la Capitale? Presto detto. Per chiudere i conti, a Crocetta servono 1,4 miliardi di euro. Soldi che dovrà sganciare Renzi dopo un accordo che ancora non ha il sigillo definitivo. Infatti, mancano all’appello 500 milioni che Renzi stenta a sganciare al governatore tenendolo sospeso a un filo e, allo stesso tempo, lasciandolo nel mirino delle opposizioni. E così dopo la bocciatura in aula del Dpef, arriva un’altra sconfitta per Crocetta. Il parlamento ha bocciato la ricapitalizzazione di 2,5 milioni di euro della Riscossione Sicilia, società che riscuote i tributi nell’Isola guidata da un fedelissimo di Crocetta. Una bocciatura che affiderebbe a Equitalia il servizio mandando a casa 800 lavoratori. A far scoppiare la bomba nelle mani del governatore, un emendamento soppressivo presentato dai Cinquestelle. Quindi niente soldi alla società.
Crocetta nei guai Sicilia in esercizio provvisorio
Gaetano MineoIn tre anni di legislatura tre esercizi provvisori per mancata approvazione dei bilanci, l’ultimo varato ieri. E da meno di 48 ore la Sicilia non ha più la sua società di riscossione...