Fratelli d’Italia insorge contro il Movimento 5 stelle e fa quadrato intorno alla sua presidente Giorgia Meloni. Durante un convegno alla Camera organizzato dalla deputata pentastellata Stefania Ascari sul Medio Oriente, uno degli ospiti nel porre una domanda alla premier tira in ballo sua figlia Ginevra e tanto basta perché dal partito della presidente del Consiglio si stigmatizzi quello che è successo e si pretendano le scuse dalla grillina, e non solo. “Cara mia presidente, lei ogni giorno quando torna a casa, tutti i giorni, quando chiama sua figlia Ginevra...”. Sono le parole incriminate del figlio di Abu Safiya, medico palestinese arrestato con l’accusa di essere un membro di alto livello di Hamas, che Fratelli d’Italia posta sui social, sottolineando che è “inaccettabile che una minore venga trascinata in una vicenda così delicata, segnata anche da accuse di legami con il terrorismo. Ancora più inquietante è che tutto questo sia avvenuto in una sede istituzionale, alla presenza di un parlamentare della Repubblica che, anziché prendere le distanze, ha annuito”. Per i meloniani, “di fronte a una strumentalizzazione così indegna, ci aspettiamo una presa di distanza netta e inequivocabile da parte del Movimento 5 stelle e di tutte le altre forze politiche”.
In difesa della premier, arrivano poi molti esponenti del partito. Per la vicecapogruppo alla Camera Augusta Montaruli, “usare i minori per lo scontro politico è indegno. Chiamare in causala figlia minorenne di Giorgia Meloni pur di attaccare questo esecutivo, è un atto vile e speculativo che qualifica chi lo compie. Evidentemente la tutela dei minori è un optional quando si tratta di attaccare Giorgia Meloni. Si abbassino i toni e si smetta di utilizzare qualsiasi mezzo, persino i bambini, per fare propaganda strumentale”. Per i vicepresidenti di Fratelli d’Italia di palazzo Madama Salvo Sallemi e Antonella Zedda, invece, “l’inciviltà politica del Movimento 5 stelle, che si esprime con i suoi sinistri legami con certi ambienti, non conosce più ritegno”, e anche “il dibattito politico, anche aspro, dovrebbe conoscere un confine dettato dal senso di rispetto verso alcune categorie. Le sedi parlamentari non possono diventare il palcoscenico di simili sciagurati attacchi alla sfera intima di una presidente del Consiglio nella sua dimensione di donna e madre”. “Quello che è accaduto durante la conferenza stampa rappresenta una pagina vergognosa della vita parlamentare: coinvolgere una bambina minorenne pur di colpire l’avversario politico dimostra la totale assenza di rispetto, di etica e di senso delle Istituzioni da parte dei 5 stelle. È inaccettabile che la Camera dei Deputati venga trasformata in un palco per una simile azione. Il Movimento 5 Stelle ha oltrepassato il limite e dovrebbe solo vergognarsi di fronte agli italiani. Sia fatta immediata chiarezza”, mette agli atti invece Sara Kelany, deputata meloniana e responsabile del dipartimento Immigrazione di Fratelli d’Italia.
Per Gianni Berrino, capogruppo del partito in commissione Giustizia al Senato: “Essere solidali con il popolo palestinese è una cosa, un’altra è dare spazio a messaggi che non prendono una distanza inequivocabile dal terrorismo di Hamas. Le due cose non devono e non possono essere confuse. E arrivare a tirare in ballo una bambina, la figlia della presidente del Consiglio, è un confine che non si deve oltrepassare. I figli non si usano per colpire i genitori. Mai!”, e quindi: “Basta doppiopesismo. Basta ipocrisia. Basta usare le istituzioni come palcoscenico politico. Chi rappresenta la Repubblica ha il dovere di difenderne la dignità. Sempre. Anche quando questo significa prendere le distanze dai propri alleati e dalle proprie iniziative”.
