Ramadi è una città distrutta all’80% ma la sua riconquista da parte dell’esercito iracheno è il più importante successo ottenuto finora nella guerra all’Isis. Per questo ieri il primo ministro iracheno Haider al-Abadi ha voluto andare di persona nel capoluogo della provincia di al-Anbar, nell'Iraq occidentale, nonostante i rischi. Talmente concreti che poco dopo l’atterraggio del suo elicottero alcuni razzi sono stati lanciati contro il convoglio governativo. Lo ha reso noto un funzionario dell'esercito iracheno all'emittente curda Rudaw spiegando che il convoglio è stato attaccato mentre si trovava sul ponte al-Qasim. La fonte ha spiegato che l'entourage del premier iracheno ha evacuato immediatamente la zona. Ramadi era caduta nelle mani dell'Is a maggio, dopo che l'esercito iracheno si era ritirato. Le forze governative irachene dopo settimane di combattimenti sono riuscite a riconquistare la città che si trova a circa 90 chilometri a ovest di Baghdad. Abadi ha incontrato i funzionari della sicurezza e i comandanti dell'esercito in città con cui si è complimentato. Ha promesso che nel 2016 l'Isis verrà eliminato dall'Iraq, affermando che la riconquista di Mosul infliggerà «il colpo di grazia» ai jihadisti di Abu Bakr al-Baghdadi. «Il 2016 sarà l'anno della nostra grande vittoria finale. La presenza dell'Isis in Iraq terminerà», ha detto Abadi in un discorso riportato dall'emittente al-Jazeera. «Ora - ha proseguito il premier - stiamo procedendo con la liberazione di Mosul, che rappresenterà un colpo fatale per lo Stato islamico». Mosul è una sorta di «capitale» del sedicente Califfato in Iraq, nonchè la città più popolosa. Riottenerne il controllo ha quindi un forte significato strategico e politico. L'Esercito iracheno, però, si esprime in modo più cauto e smorza l'entusiasmo del premier: ancora varie sacche di resistenza permangono all'interno dell'Iraq, e anche nella stessa Ramadi e all'interno della provincia. La riconquista definitiva sembra quindi non del tutto completata. Per il vice premier e ministro delle Finanze iracheno, Hoshiyar Zebari, sara' indispensabile il contributo dei peshmerga, i combattenti del Kurdistan che finora hanno rappresentato l'argine principale contro l'Isis. «L'offensiva su Mosul esige una buona pianificazione, buoni preparativi, e l'impegno di tutte le principali forze in campo - ha osservato Zebari - e i peshmerga sono appunto una forza importante. Senza di loro, Mosul non si può riprendere. Non sarà un’operazione facile, perché l'Isis per lungo tempo si è rafforzato, ma - ha concluso - ce la si può fare». Intanto il presidente americano Obama ha plaudito al successo dell'operazione militare.
Razzi contro il convoglio del premier Abadi a Ramadi
Ramadi è una città distrutta all’80% ma la sua riconquista da parte dell’esercito iracheno è il più importante successo ottenuto finora nella guerra all’Isis. Per questo ieri il primo ministro...
