Politica

Sarajevo

«Preparavano un attentato per Capodanno: 11 in manette»

Erano pronti. Mancavano solo pochi giorni e sarebbero entrati in azione. Con conseguenze tragiche. Almeno di questo sono convinti gli inquirenti bosniaci, che quattro giorni fa hanno arrestato undici persone. Un attacco jihadista che avrebbe potuto causare una strage con un centinaio di morti per le feste di Capodanno a Sarajevo è stato sventato con il fermo di 11 militanti islamisti. È accaduto martedì scorso, ma è stato reso noto solo ieri dal procuratore antiterrorismo della Bosnia, Dubravko Campara. La tv statale ha riferito che la Corte di Sarajevo ha disposto per gli arrestati trenta giorni di custodia, durante i quali continueranno le indagini per raccogliere prove a loro carico. «Stavano minacciando di portare a termine un attacco con esplosivi, in cui 100 persone sarebbero state uccise», ha detto Campara. Il legale degli arrestati ha respinto le accuse come «una farsa» e ha sostenuto che i suoi assistiti stavano semplicemente «praticando la loro religione». Gli indagati frequentavano una moschea ricavata in una casa presa in affitto alla periferia di Sarajevo. Dopo gli arresti, gli inquirenti hanno diffuso una fotografia in cui si vede una bandiera nera dell'Isis affissa sui muri del luogo di culto. «Sono state sequestrate prove materiali di contatti con lo Stato Islamico», ha dichiarato Campara, e ha specificato che, comunque, durante le perquisizioni non sono stati trovati esplosivi. Gli arresti sono stati eseguiti in diversi quartieri di Sarajevo, tra cui Rajlovac, dove due militari in novembre sono stati uccisi da un uomo che poi si è fatto saltare in aria.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.