A parole Maria Elena ha convinto più di tanti politici in difficoltà prima di lei. Certamente più del premier, che sul su babbo e sull’affaire Etruria continua a svicolare, a scaricare colpe, ad affidarsi al magistrato in aspettativa (Cantone) quando quelli in servizio rischiano di far cadere il governo. Al termine del monologo, l’imputata ha sfidato chiunque a provare i vantaggi economici che i Boschi avrebbero ottenuto posto che né lei né i congiunti si sono arricchiti con plusvalenze (mai avvenute), con la banca di famiglia /commissariata) con le azioni (ridotte carta straccia) e via discorrendo. Epperò “se fosse coinvolta la mia famiglia io mi dimetterei. Se mio padre ha sbagliato deve pagare, ma se ha sbagliato non può essere giudicato dal tribunale dei talk show”. Sin qui sufficienza a pieni voti. La nota dolente sul diario va messa per il conflitto d’interessi solo sfiorato nell’arringa precedente il salva-Boschi votato ieri sulla fiducia da 374 parlamentari. Sarà pur vero, come asserisce la ministra, che è ridicolo ridurre il conflitto e l’interesse a 300 e rotti euro di guadagno. Ma è altrettanto vero che la stessa, conscia del palese conflitto di interessi, quando ci fu da votare il decreto “salva banche” (nel quale c’era la banca di papà) si alzò dalla sedia e abbandonò la riunione del consiglio dei ministri per opportunità e per non lasciare impronte. E che non poteva non sapere è riscontrato per tabulas dalla sua firma in calce alla lettera del 5 ottobre che “accompagna” i provvedimenti del novembre successivo al Cdm. A ciò aggiungeteci sia la frase aggiunta in extremis dal premier che salva – di fatto - il babbo di Maria Elena, sia le straordinarie coincidenze sugli interessi dei genitori suoi e di Renzi con Banca Etruria. Ecco perché la ministra poteva risparmiarsi quel riferimento alla legge che è uguale per tutti quand’è acclarato che per certi nemici si applica e per taluni amici s’interpreta.
La legge non è solo per i nemici
A parole Maria Elena ha convinto più di tanti politici in difficoltà prima di lei. Certamente più del premier, che sul su babbo e sull’affaire Etruria continua a svicolare, a scaricare colpe, ad...