Via libera del comitato di presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura all’apertura di una pratica in prima commissione sul procuratore reggente di Arezzo, Roberto Rossi. A chiedere l’apertura della pratica era stato mercoledì il componente laico di Forza Italia Pierantonio Zanettin, rilevando che notizie di stampa mettevano «in evidenza» che Rossi, «competente sull’inchiesta sul crac di Banca Etruria, risulta consulente agli affari giuridici di palazzo Chigi, alle dirette dipendenze della dottoressa Antonella Manzione, capo del dipartimento affari giuridici e legislativi della presidenza del Consiglio». Zanettin, dunque, aveva chiesto che in prima commissione venisse aperto un fascicolo «per valutare se sussistano profili di incompatibilità, sotto il profilo dell’appannamento dell’immagine di terzietà e imparzialità, tra l’incarico extra giudiziario assegnato al magistrato e la funzione requirente da lui svolta, anche e soprattutto in relazione alla funzione di coordinamento delle indagini svolte dall’ufficio». Con il via libera arrivato ieri sera dal comitato di Presidenza, la prima commissione aprirà formalmente la pratica: in base alle regole della competenza territoriale, il relatore sarà il togato di Area, Piergiorgio Morosini. Il procuratore Rossi aveva peraltro confermato i dettagli della vicenda: «Sì, sono stato chiamato a dare parere per quanto riguarda progetti di legge in materia penale. L’incarico mi è stato conferito nel 2013 quando Enrico Letta era premier. Il mio impegno terminerà il 31 dicembre 2015, ed in ogni caso non ho percepito alcun emolumento».
In Csm una pratica sul procuratore di Arezzo
Via libera del comitato di presidenza del ConsiglioSuperiore della Magistratura all’apertura di una pratica in prima commissione sul procuratore reggente di Arezzo, Roberto Rossi.A chiedere l’apertu...