Politica

Salvini ora alza il tiro «Renzi è un infame»

«Responsabile della morte del pensionato»

«Renzi è un infame» e «i beni della famiglia Boschi vanno sequestrati». È violentissima l’offensiva di Matteo Salvini contro il governo sullo scandalo Banca Etruria. E nel mirino del segretario leghista non finisce solo la ministra Maria Elena Boschi, ma anche il presidente del Consiglio. «Quell’infame di Renzi parla di sciacalli che si approfittano dei morti, lo vada a dire alla vedova del pensionato che si è suicidato. La morte del pensionato è colpa sua, sì», dice il leader del Carroccio intervistato a La Zanzara su Radio 24. Per Salvini c’è un legame diretto tra il governo e il suicidio di Luigino D’Angelo, perché «la morte del pensionato è frutto di una scelta del governo». Dunque è colpa di Renzi?: «Sicuramente sì». «E poi - spiega Salvini - lo ha scritto lui. Si è suicidato perché ha perso tutto per colpa di un decreto demenziale. È un suicidio di Stato, ce l’ha sulla coscienza Renzi. Non c’è dubbio». Poi il leader leghista attacca la Bschi: «I beni della famiglia Boschi vanno bloccati e tenuti sotto sequestro, in garanzia della vedova, di quelli truffati. È squallido fare i fenomeni e dire che le vittime sono degli sciacalli. Uno sbaglia e chiede scusa, papà Boschi si ritira, lascia la sua casa e la sua macchina in garanzia per i truffati e poi ne parliamo». Così Salvini annuncia che la Lega presenterà una mozione di sfiducia non solo nei confronti della ministra Boschi, ma di tutto l’esecutivo. «Il Pd in Parlamento salverà la poltrona della Boschi - dice il segretario di via Bellerio - Con quello che hanno combinato lei e Renzi, con gli intrecci oscuri, neanche tanto, fra banche e famiglie, rovinando centinaia di migliaia di risparmiatori, si dovrebbe dimettere. Per quanto ci riguarda, abbiamo già pronta la sfiducia anche al presidente del consiglio con l’auspicio di trovare il sostegno di tutte le opposizioni. Mandiamo a casa Renzi e tutto il suo governo». E oltre alla Lega anche tutto il centrodestra e il MoVimento 5 Stelle vanno all’attacco del governo sulla vicenda delle banche popolari. Dopo la decisione del M5S di presentare una mozione di sfiducia contro la Boschi, il centrodestra, unito, alza il tiro e annuncia di voler presentare una sfiducia al governo nel suo complesso. Ma la maggioranza fa quadrato e difende il ministro e l’operato dell’esecutivo. Ad accendere le polveri è il capogruppo alla Camera di FI Renato Brunetta, che annuncia: «Domani (oggi ndr.) presenteremo, tutto il centrodestra unito, alla Camera come al Senato, una mozione di sfiducia contro il governo». Il capogruppo azzurro spiega che «Boschi è solo una figlia di questo governo, una figlia in conflitto di interessi, ma chi ha i più grandi conflitti di interessi è il presidente Renzi. Primo perché è abusivo, non ha mai vinto le elezioni, ha solo vinto delle primarie taroccate, secondo perché si basa su maggioranze frutto della compravendita politica di parlamentari. Inaccettabile. La mozione di sfiducia del centrodestra unito, alla Camera come al Senato, sarà al governo». L’obiettivo del centrodestra è logorare il più possibile Renzi. Non lasciare cioè che, calendarizzando alla Camera il prima possibile la mozione di sfiducia alla Boschi, il premier archivi il caso subito. Un compito comunque ardio, perché portare la mozione nell’Aula di Montecitorio prima di Natale con l’impasse sulla Consulta che non accenna a finire è compito arduo. Prima di esprimersi sulla Boschi il Parlamento dovrà infatti votare i giudici costituzionali. Così, con due mozioni di sfiducia contro la ministra presentate alla Camera e al Senato e altrettante nei confronti del governo depositate tanto a Montecitorio che a Palazzo Madama, il caso Banca Etruriala è destinato a trascinarsi ben oltre la pausa per le festività natalizie e a catalizzare il dibattito fino a febbraio. Ed è esattamente questo che il centrodestra vuole: logorare Renzi e il governo nel medio-lungo periodo. Eppure in FI non mancano i malumori per la deriva leghista che sta prendendo il partito. E se Area Popolare parla del movimento di Berlusconi come ormai asservito a Salvini, non sono pochi gli esponenti azzurri che mugugnano, rimproverando a Brunetta di aver agito da solo. La maggioranza del partito era e resta contraria a una mozione ad personam contro il ministro Boschi. Una linea invece in un primo momento avallata dal capogruppo azzurro e anche da Berlusconi. Poi la correzione e la decisione di accusare l’intero esecutivo. Una mossa anche per evitare di essere accusati di andare a rimorchio di Grillo. Ma anche per non dar adito ad altre polemiche interne, vista la situazione di malessere che va crescendo tra gli azzurri. Né manca chi in FI osserva che «si passa dall’andare dietro a Grillo al subire la linea di Salvini». Al Senato lo scontro andato in scena tra Candiani della Lega e Paolo Romani è il segnale della distanza che c’è a palazzo Madama tra i due partiti.

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