Politica

«Ognuno risponde alla sua coscienza Io però lasciai per il bene del governo»

Parla l'ex sottosegretaria Francesca Barracciu: "Essere indagati o subire un rinvio a giudizio non sono una condanna"

«Essere indagati o subire un rinvio a giudizio non sono una condanna, ma la mia formazione politica mi impose di dare le dimissioni»: Francesca Barracciu, Pd, ex sottosegretario ai Beni Culturali e Turismo, non punta il dito contro chi resta sulla poltrona tra polemiche, indagini e vicende giudiziarie, ma lei, una che la politica la fa con la «militanza territoriale», ha scelto un’altra strada. Rinviata a giudizio nell’inchiesta sulle spese della Regione Sardegna lasciò l’incarico da sottosegretario. «Per il mio livello di coscienza politica il rinvio a giudizio non è una condanna - spiega la Barracciu - sono e resto una garantista, ma è un livello più problematico della sola indagine». E tanto è bastato per le dimissioni. In più c’è stata «una strumentalizzazione altissima da parte della stampa, che toccava il governo». Quelli che preferiscono restare al loro posto, per la Barracciu, «fanno le loro valutazioni e le loro scelte. E io - chiarisce - non critico le scelte degli altri». Insomma si è innocenti fino al terzo grado di giudizio «a prescindere dalle mie decisioni». In più, è la considerazione dell’ex eurodeputata, senza incarichi istituzionali si ha maggiore libertà nel difendersi. E sulla legge Severino ha diverse considerazioni da fare: «Le dimissioni da sottosegretario - ricorda la Barracciu - non sono state il mio primo passo indietro, ma il secondo: nel 2013 vinsi le primarie per la presidenza della Regione. Come tale mi addormentai e sei ore dopo mi svegliai indagata per la questione dei fondi ai gruppi: ci fu una lunga battaglia e alla fine la coalizione ed anche un pezzo del partito, misero in campo la questione della Severino. Il centrosinistra sardo mi incalzò in modo duro e io decisi di non correre». Non fu disciplina di partito: «Io sono una renziana ante litteram». Con De Luca come la mettiamo? La Barracciu risponde con una battuta: «Ho difficoltà a definire De Luca un renziano... Lui è De Luca e basta». Per lei anche a livello locale, in Sardegna, ci sono persone che dovrebbero riflettere sulla Severino. «Spero che il Pd sardo si comporti con loro come si è comportato con me. Altrimenti penso male». Effettivamente Francesca Barracciu è una mosca bianca della politica italiana. Lei ci scherza su: «Immagino che Il Tempo abbia voluto scrivere un articolo su di me perché devo essere l’unico caso nella storia della Repubblica di un politico che si dimette per un rinvio a giudizio». E questo nonostante il premier l’abbia difesa. «Sì - spiega - Renzi in quei giorni precisò di non avermi chiesto lui le dimissioni e che il mio comportamento mi faceva onore. È stata un’azione nelle mie corde, tanto che quando Renzi mi chiamò al governo e si era ancora nella fase di indagine io affermai pubblicamente che se fossi stata rinviata a giudizio mi sarei dimessa. E ho tenuto fede alla mia dichiarazione, perché credo che sia quello che si deve fare». E questa per Francesca Barracciu, già consigliere regionale, sindaco di Sorgono, «il mio piccolo paese nel cuore della Sardegna», poi europarlamentare, è stata una prova dura. «Ho fatto una lunghissima gavetta da consigliere comunale fino al governo nazionale. A parte la nomina a sottosegretario sono sempre andata a prendermi i voti nella mia regione con la militanza territoriale. Quando si lavora così è pesante lasciare quello che si è cominciato. Ma - precisa - con la mia coscienza non potevo fare altrimenti». Nella politica nazionale dichiara di aver lavorato con le stesse metodologie di quella locale: «Rapporti diretti, schiettezza, la capacità di dire sì alle persone, ma, in certi casi, anche dei chiari no». Da sottosegretario lasciò a metà «due percorsi importanti che, con le mie dimissioni hanno subito una battuta d’arresto: i risvolti della direttiva europea Bolkestein, sui balneari italiani, e le guide turistiche italiane. Sono una spina nel fianco del nostro Paese che altri governi hanno sottovalutato, nascondendo le carte e prendendo in giro queste due categorie». E adesso Francesca Barracciu è in attesa che tutto si chiarisca perché, è certa, «tornerò alla politica a testa alta».

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